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C'è ancora attesa e potrebbe arrivare in serata o addirittura domani, la sentenza sull'omicidio di Pierina Paganelli avvenuto a Rimini il 3 ottobre del 2023.

La Corte d'assise, presieduta dalla giudice Fiorella Casadei, nel processo a carico di Louis Dassilva, il 35enne senegalese, si è ritirata poco prima delle 10.30 al termine delle repliche della Procura e dei difensori, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi. Dassilva rischia la condanna all'ergastolo, chiesta dal pm Daniele Paci, ed è in attesa in carcere della sentenza che chiude il primo grado di una difficile indagine.

Quando il corpo di Pierina viene rinvenuto dalla nuora Manuela Bianchi, la mattina del 4 ottobre 2023, nel garage di via del Ciclamino, nell'immediatezza la polizia pensa ad un femminicidio. L'ex marito, però, un albergatore riminese, è in Germania da mesi e la pista è subito abbandonata.

La scena del crimine si presenta con il corpo adagiato su un giocattolo, i capelli bagnati e tirati indietro, la gonna sollevata e la biancheria tagliata. Pierina, fervente testimone di Geova, non è una vittima a caso. Le indagini coordinate dal pm Paci, lo stesso che 30 anni fa fermò la banda della Uno bianca, si concentrano sui vicini di casa di Pierina. A pochi metri vivono Louis e la moglie Valeria Bartolucci, il figlio Giuliano Saponi e la nuora Manuela con la figlia 16enne.

Frequenta la casa, Loris Bianchi fratello di Manuela che con Pierina non aveva mai avuto un buon rapporto. Un passo avanti l'indagine lo compie quando la telecamera di un garage capta le urla di Pierina mentre viene uccisa, fissando l'orario certo della morte alle 22.13. Per la Procura Dassilva per quell'ora non ha un alibi. L'intercettazione del 4 ottobre, nella sala d'attesa della Questura, rivela la relazione con Manuela. In quella che il gip Vinicio Cantarini definirà la "presunta confessione", Dassilva, incalzato dalla Bianchi, risponde dopo un lungo silenzio "non cambia niente tra di noi".

Emergono allora i particolari dell'amore extraconiugale, le foto al mare, le scritte sui muri e i messaggi in codice. Diventano di dominio pubblico gli incontri in garage dove Pierina era stata uccisa. In un'escalation, la moglie e l'altra donna si accapigliano in diretta tv pochi giorni prima dell'arresto, 16 luglio 2024, confermato da tre sentenze di Riesame e due di Cassazione sulla custodia cautelare. Il processo si apre il 15 settembre 2026 con Dassilva ancora detenuto.

La Corte d'Assise, in 9 mesi, ha acquisito migliaia di atti tra cui intercettazioni su riti voodoo che l'imputato chiede allo stregone senegalese contro i poliziotti e il pm. Migliaia di pagine anche le perizie tecniche tra cui l'esame del Dna eseguito dal professor Emiliano Giardina che non troverà nulla di riconducibile a Dassilva e la Cam3, la telecamera delle farmacia di via del Ciclamino. Per la Procura ha ripreso l'assassino dopo il delitto.

Per il perito del Tribunale invece l'uomo è un altro condomino. E' dunque principalmente la confessione della nuora Manuela ad inchiodare il senegalese. Interrogata per tre giorni, indagata per favoreggiamento, alla fine confessa tra le lacrime di aver incontrato Louis in garage prima di scoprire il corpo di Pierina. Manuela dice che fu Louis a dirle cosa fare e cosa dire alla polizia. Sulla credibilità della nuora, su cui la procura ha presentato ampi riscontri, si è giocato gran parte del processo e nonostante le parti non si siano mai opposte, un confronto diretto tra Louis e Manuela non è mai stato fatto.

In Assise Dassilva, lungamente interrogato, ha ribadito la sua innocenza e rinnegato l'amore per Manuela, ammettendo due ulteriori relazioni oltre alla compagna in Senegal con cui ha due figli. "Valeria mi ha sempre perdonato lo avrebbe fatto anche stavolta".