
"In queste settimane devo dire
che, purtroppo, abbiamo assistito a ricostruzioni, suggestioni e
illazioni che hanno finito per coinvolgere la mia assistita, la
compagna di Andrea Costantini, in un'esposizione mediatica
davvero sproporzionata, prima ancora di qualunque riscontro
tecnico". Così l'avvocato Paola Cecchi, difensore di fiducia
della donna che viveva con il giovane dipendente di un
supermercato di Termoli, trovato morto in una cella frigorifera.
Sul caso sono in corso indagini coordinate dalla Procura
frentana che ha disposto per oggi la riesumazione della salma
dell'uomo dal cimitero di Penne dove era stato tumulato per
eseguire gli esami autoptici.
"È un clima che non giova a nessuno e che rischia
effettivamente di allontanare dall'unico obiettivo condivisibile
che è la verità - prosegue il legale -. Proprio per questo, io
auspico che, da oggi, si lasci parlare la scienza e non le
ipotesi e che venga effettivamente garantito il rispetto non
solo alla memoria di Andrea, ma soprattutto al figlio minorenne
che, oggi, sta affrontando l'assenza del papà con grande
sofferenza. Ribadisco che è mia premura tutelare il bambino ed
evitare che possa essere travolto anche lui da queste narrazioni
mediatiche che denigrano la madre".
"Oggi si svolgerà un passaggio fondamentale dell'indagine
sulla morte di Andrea Costantini: l'esame autoptico - ha
concluso -. L'autopsia rappresenta un accertamento tecnico
necessario e doveroso che attendiamo con rispetto e fiducia nel
lavoro dell'autorità giudiziaria e dei consulenti nominati. La
mia assistita non ha mai ostacolato né temuto alcun
accertamento, al contrario ha sempre mostrato molta
disponibilità e collaborazione, nella consapevolezza che solo i
dati scientifici, in effetti, potranno chiarire le cause del
decesso".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA