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CALCIO LIVE

di Paolo Condò

Massara ha «riparato» le amnesie dell’estate dando a Gasperini il materiale necessario per aumentare le ambizioni. Basterà?

Per quanto abbastanza episodica, la sconfitta di Udine impedisce alla Roma il rientro nel quartetto della Champions e ne raffredda l’entusiasmo per una campagna di gennaio coerente con l’antica definizione di «mercato di riparazione»: Massara ha «riparato» le amnesie dell’estate dando a Gasperini il materiale necessario per aumentare le ambizioni, vedremo ora quanto la doccia fredda di Udine inciderà. Erano evidenti da ottobre le lacune davanti: al di là della confusione di ieri, gli ingaggi di una punta pronta come Malen, due di (rapida) prospettiva come Venturino e Robinio Vaz e una scommessa pura come Zaragoza hanno trasformato il reparto.

La Roma è stata l’unica delle prime a intervenire in profondità, e questo malgrado il movimentismo di Milan e Juventus avesse suggerito un upgrade dell’obiettivo Champions. Alla fine il Milan è rimasto con Fullkrug, che si è già reso utile, mentre attorno alla Juve si è creata una danza di nomi affollatissima - chissà quanti di loro reali - che alla fine non ha portato nessuno. Le vie del mercato sono tortuose: Mateta probabilmente era un’offerta mascherata in arrivo dal Palace o dai suoi agenti, ma dopo le visite le potenziali acquirenti si sono defilate. Altri come En-Nesyri pretendevano dalla Juve la prova d’amore dell’acquisto definitivo, ma alla casella del numero 9 c’è già troppa gente per impegnarsi al buio. Alla fine Holm è un rinforzo serio e Boga un jolly il cui dribbling ai tempi del Sassuolo era pura goduria, vedremo ora. 

Considerate le limitazioni si è mosso con acume il Napoli, liberatosi di due giocatori bruciati come Lang e Lucca, e sostituiti da prospetti eccitanti come Alisson e Giovane. Ma la verità è che la lepre Inter non ha ritenuto di cambiare marcia dando seguito al pour parler con Curtis Jones e Diaby, o agli occhi dolci di Perisic: nei giorni in cui cavalli di ritorno pregiati come Dzeko e Immobile cambiano campionato perché qui non ritrovano il vecchio spazio, meglio non alzare ancora l’età media.

Un mercato di nomi pesanti è quello dell’Atalanta, perché Raspadori era un vecchio sfizio e Lookman un recente errore, ora corretto senza perderci niente. Sarà interessante vedere se Daniel Maldini, in una Lazio praticamente rifondata, riuscirà ad aggiungere al talento il necessario veleno. Il singolo pezzo che incuriosisce è Prati al Torino, perché con Casadei ricrea la mediana dell’Under 20 che tre anni fa sfiorò il titolo mondiale: è ora che quella generazione acceleri come sta facendo il suo centravanti, Pio Esposito, e non ancora il suo trequartista, Baldanzi, che ci riproverà al Genoa. Ha fatto tanto, infine, la Fiorentina, da Solomon a Fabbian e Rugani. Era necessario.

Curiosità conclusiva, sempre a proposito delle vie del mercato, la transumanza dal Marsiglia alla serie A: fra estate e inverno sono arrivati 9 giocatori, Luis Henrique (Inter), Rabiot (Milan), Rowe (Bologna), Koné, Garcia e Bakola (Sassuolo), Robinio Vaz (Roma), Lirola (Verona), Carboni (Genoa). Il telefono del diesse Benatia ce l’hanno proprio tutti.

3 febbraio 2026

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