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di Renato Franco

Si esibirà il 20 giugno, ma due anni fa diceva; «In Russia non tornerò finché non finisce questo periodo nero»

«In Russia non tornerò finché non finisce questo periodo nero. A Putin direi di chiudere le porte della guerra e aprire le porte della pace, così facendo si becca il titolo di nuovo Hitler». Nel gennaio di due anni fa Al Bano la pensava così. Oggi la sua prospettiva — anche se la guerra persiste — è cambiata. Dietrofront.

Il cantante terrà un concerto «per la pace» a San Pietroburgo il 20 giugno. Una trasferta che però rischia di assumere un altro significato. «Le reazioni in Italia ci saranno, certo — ammette lui all’Ansa —. Ma se mi chiede se ho paura, le rispondo con le parole di Giovanni Paolo II e di Falcone: piuttosto che avere paura è meglio avere il coraggio di vivere».

Essere amico di Vladimir Putin mentre i suoi missili continuano a piovere su Kiev non è una grande idea di solidarietà e pace. «Io sono amico di coloro che percepiscono la bellezza del sostantivo pace, e coloro che amano la pace devono intervenire anche con questo tipo di azioni — spiega ancora Al Bano — . Ho invitato a venire anche Iva Zanicchi, che sarà con me e i miei musicisti».

Per moltissimi anni Al Bano ha calcato le scene russe, dove è stato presentato al presidente Vladimir Putin. Ma due anni fa aveva detto che non sarebbe tornato nel Paese finché non si fossero «calmate le acque» e non fosse «arrivata la parola pace». In Russia ha continuato invece ad esibirsi Pupo, altro artista popolarissimo tra i russi, che lo scorso anno ha tenuto tra l’altro un concerto al Palazzo di Stato del Cremlino davanti a migliaia di spettatori. Ora anche il cantautore pugliese ha deciso di tornare. «Secondo me la pace sta arrivando — afferma spiegando la sua scelta —. E tutti i fautori della pace devono intervenire, perché la guerra è una tragedia per tutti, anche per noi. I politici fanno il loro mestiere, ma tutti devono intervenire perché la parola guerra sia cancellata dal vocabolario umano. La guerra impoverisce, uccide, e molte mamme non vedranno più tornare i loro figli».

8 giugno 2025

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