Salame e mortadella ritirati dai supermercati: quando la spesa diventa una caccia al tesoro (ma senza premio)

Se pensavate che la parte più difficile della spesa fosse scegliere tra la mortadella con i pistacchi e quella classica, preparatevi a un nuovo livello di suspense: il Ministero della Salute ha appena richiamato un lotto di salame di Magliano e uno di mondiola (alias mortadella garfagnina) del marchio Monte Argegna Salumi per rischio Listeria e Salmonella. Insomma, la prossima volta che fate la lista della spesa, forse è meglio aggiungere anche un pizzico di attenzione in più.

La notizia arriva fresca fresca dallo stabilimento Monte Argegna Salumi di Bertolini e Cecchi Srl, situato nella ridente frazione Magliano di Sillano Giuncugnano, in provincia di Lucca. I prodotti coinvolti sono il salame di Magliano (venduto a peso) e la mondiola da mezzo chilo, entrambi con data di produzione 03/04/2025 e scadenza 03/07/2025. Il lotto incriminato? Proprio quello con la data di produzione, per non sbagliarsi mai.

Se avete in frigo uno di questi salumi, niente panico (ma neanche troppa leggerezza): non mangiateli e riportateli subito al punto vendita. Il Ministero lo dice chiaro: meglio prevenire che curare, e in questo caso anche che digerire male.

Ma cosa sono questi temutissimi batteri? La Listeria monocytogenes è un vero incubo per anziani, bambini e persone con difese immunitarie basse, mentre la Salmonella è la regina delle gastroenteriti e può portare anche alla febbre tifoide. Insomma, due ospiti che nessuno vorrebbe al proprio picnic.

Non è certo la prima volta che ci tocca parlare di richiami alimentari. Solo negli ultimi giorni sono stati ritirati tartufi dolci per rischio Salmonella, cozze contaminate dal batterio Vibrio parahaemolyticus, tofu biologico Veggie-Despar per errori di etichettatura e fichi secchi De Lucia per aflatossine fuori controllo. Sembra quasi che la lista della spesa sia diventata una lista di allerta.

E non finisce qui: nel 2024 sono stati richiamati ben 641 prodotti alimentari, un record storico per il nostro Paese. La Listeria è stata la causa numero uno delle allerte, seguita dalla Salmonella e dall'Escherichia coli STEC. I prodotti più colpiti? Panini e tramezzini, seguiti a ruota da salami e salsicce. Insalate e rucola non sono state da meno, con ondate di richiami per contaminazioni varie. Quando si dice "mangiare sano"... con il brivido.

Ma attenzione: non siamo in piena emergenza alimentare. In Italia, i controlli sono tra i più severi d'Europa e la comunicazione delle allerte è migliorata tantissimo. Una decina di anni fa, questi avvisi erano rari come i funghi in agosto. Ora, invece, la trasparenza è di casa (anche se qualche ritardo e imprecisione ogni tanto ci scappa ancora).

Dietro le quinte, la produzione di salumi segue regole rigidissime, con piani di autocontrollo e l'uso di additivi come nitriti e nitrati, che – piaccia o no – servono a evitare guai peggiori come la tossina botulinica. E se vi state chiedendo se mangiare salumi sia un rischio per la salute, sappiate che in Italia i consumi sono in linea con la dieta mediterranea e molto più bassi rispetto ad altri Paesi. Quindi, niente panico, basta non esagerare.

Un po' di gossip dal mondo dei richiami? Nel 2024, i supermercati più coinvolti sono stati Conad, Penny Market e Lidl. Ma anche grandi marchi come Aia, Bauli, Nutella e Simmenthal non sono stati immuni da qualche grattacapo. E se pensate che solo i marchi sconosciuti finiscano nei guai, sappiate che la sfortuna non guarda in faccia nessuno.

In conclusione, la prossima volta che vi trovate davanti al banco dei salumi, date un'occhiata al lotto e alla scadenza. E magari, per sicurezza, fatevi anche un giro sul sito del Ministero della Salute: non si sa mai che il vostro panino preferito sia finito nella black list del giorno. Perché, si sa, la sicurezza alimentare non va mai in vacanza. E noi consumatori, tra un richiamo e l'altro, diventiamo sempre più esperti... e un po' diffidenti