Un episodio drammatico si è verificato nella notte tra il 12 e il 13 giugno a Tivoli, dove un uomo di 39 anni ha aggredito la sua fidanzata con calci e pugni, scatenato dalla gelosia per alcune foto pubblicate dalla donna su Instagram. La vittima, dopo le percosse, si è recata autonomamente al pronto soccorso, dichiarando inizialmente un forte mal di testa, ma i medici hanno subito notato i segni evidenti di violenza sul suo volto e hanno attivato il codice rosa, richiedendo l'intervento della polizia. La donna ha raccontato di come il compagno, vedendo le immagini in cui lei era in compagnia di conoscenti, fosse diventato ossessivo e violento, arrivando a scavalcare una finestra per aggredirla e minacciarla con parole inquietanti, sottolineando che ogni colpo era motivato dai "like" ricevuti sui social. La sua volontà di interrompere la relazione era stata più volte frustrata dalla resistenza dell'uomo, che ora è stato arrestato con accuse gravi tra cui stalking, lesioni aggravate, tentato omicidio, violenza privata e violazione di domicilio.
Questo caso si inserisce in un quadro più ampio di violenza di genere in Italia, dove secondo dati recenti dell'Istat, circa 1,5 milioni di donne hanno subito violenza fisica e oltre 3 milioni sono state vittime di stalking, spesso perpetrato da partner o ex partner. Nonostante un calo degli omicidi di donne nel primo trimestre del 2025 (-35% rispetto al 2024), la violenza domestica rimane una piaga sociale con oltre il 70% delle vittime femminili che subiscono abusi in ambito familiare o affettivo. La legge "Codice Rosso" ha introdotto misure più severe per contrastare questi reati, ma i dati mostrano un aumento degli atti persecutori e dei maltrattamenti nel 2023, con una percentuale di donne vittime che supera l'80% nei casi di violenza domestica.
È importante ricordare che la violenza sulle donne non è solo un problema individuale, ma un fenomeno diffuso che coinvolge tutte le fasce sociali e culturali: ad esempio, le donne straniere, in particolare moldave, rumene e ucraine, risultano tra le più colpite. Le aggressioni avvengono spesso nelle case delle vittime, luoghi che dovrebbero essere rifugi sicuri. La denuncia e l'intervento tempestivo delle forze dell'ordine, come nel caso di Tivoli, sono fondamentali per fermare la spirale di violenza e proteggere le vittime