Campari ha appena annunciato la vendita del celebre marchio Cinzano al Gruppo Caffo 1915, noto produttore italiano che detiene anche il famoso Vecchio Amaro del Capo. L'operazione, che comprende anche il brand Frattina, si aggira intorno ai 100 milioni di euro, segnando un passaggio importante nella strategia di Campari di snellire il proprio portafoglio di prodotti. Nel solo 2024, le vendite combinate di Cinzano e Frattina hanno raggiunto i 75 milioni di euro, rappresentando circa il 2% del fatturato netto del gruppo.



Simon Hunt, CEO di Campari, ha spiegato che questa cessione è parte di un piano più ampio per concentrare le risorse e gli investimenti sui marchi principali dell'azienda, migliorando così l'efficacia commerciale e di marketing. Il Gruppo Caffo, dal canto suo, vede in questa acquisizione un'opportunità strategica per espandere la propria presenza internazionale, sfruttando la fama storica di Cinzano, un marchio nato nel lontano 1757 e entrato a far parte di Campari nel 1999.

Sebastiano Caffo, amministratore delegato del Gruppo Caffo, ha sottolineato come il successo ottenuto in Italia con Vecchio Amaro del Capo abbia consolidato la loro posizione nel mercato interno, ma che l'obiettivo ora è puntare con decisione all'estero. Cinzano, infatti, è presente in oltre 100 mercati nel mondo e rappresenta una leva fondamentale per accelerare questa espansione globale.

La transazione prevede la creazione di una nuova società, alla quale saranno trasferiti i business di Cinzano e Frattina, inclusi i diritti di proprietà intellettuale, magazzino, alcuni dipendenti e macchinari produttivi in Italia. Tuttavia, gli stabilimenti produttivi di Campari in Italia e Argentina non rientrano nell'accordo. Inoltre, Campari continuerà a distribuire i prodotti Cinzano in mercati selezionati come Argentina, Spagna, Messico, Russia, Corea del Sud e Sudafrica fino al completo passaggio alla rete commerciale di Gruppo Caffo.

Negli ultimi quattro anni, Cinzano e Frattina hanno registrato una crescita media annua del 5%, contribuendo in modo significativo all'espansione internazionale di Campari nelle categorie di vermouth e sparkling wine. Il margine lordo, al netto delle spese pubblicitarie e promozionali, si è attestato intorno ai 21 milioni di euro nel 2024.

L'operazione, che dovrebbe concludersi entro la fine del 2025, prevede il pagamento interamente in contanti e senza debiti o liquidità inclusi nel prezzo, con i consueti meccanismi di aggiustamento del valore.

Questa mossa rappresenta un cambiamento rilevante nel panorama delle bevande alcoliche italiane, dove i grandi gruppi stanno ridefinendo le proprie strategie per affrontare un mercato sempre più competitivo e globalizzato. Curiosamente, il Gruppo Caffo, pur essendo meno noto a livello internazionale rispetto a Campari, ha dimostrato negli ultimi anni una forte ambizione di crescita, puntando a diventare un protagonista globale nel settore degli spirits