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Non si può stabilire con certezza
il colore della pelle del soggetto ignoto che la sera
dell'omicidio di Pierina Paganelli, il 3 ottobre 2023, si dirige
verso il condominio numero 31 di via del Ciclamino a Rimini,
passando davanti alla telecamera di sicurezza della farmacia San
Martino. E' questa la conclusione a cui sono arrivati dopo mesi
di studi, analisi e campionamenti gli esperti informatici del
Collegio peritale composto dal brigadiere Saverio Paolino e il
tenente colonnello Francesco Zampa del Ris di Parma e dal
professore Sebastiano Battiato, ordinario di Informatica
all'Università di Catania.
Il collegio era stato nominato dal gip del Tribunale di
Rimini per l'incidente probatorio sulla telecamera cam 3 che
secondo gli inquirenti la notte del delitto avrebbe ripreso il
presunto autore dell'omicidio tornare verso il condominio dopo
aver gettato l'arma o aver ispezionato la zona per timore di
testimoni occasionali. Era stata quindi effettuata una prova in
esterna con la presenza dell'unico indagato per l'omicidio,
Louis Dassilva, 35 anni senegalese, in carcere dal 16 luglio
2024.
Dassilva, difeso dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi,
l'11 febbraio aveva sfilato davanti alla telecamera per la
verifica dell'ipotesi accusatoria. Il 4 marzo, dopo poco meno di
un mese, il collegio peritale aveva depositato la relazione con
cui stabiliva che l'altezza di ignoto uno fosse incompatibile
con quella di Dassilva decisamente più alto.
A supplemento d'indagine, però era stato chiesto di inserire
un quesito sul colore della pelle che, secondo la relazione, è
impossibile da stabilire. Lunedì le conclusioni della consulenza
saranno acquisite dal tribunale in un'udienza davanti al gip
Cantarini.
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