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di Federico Fumagalli

Le opere diffuse della star in quattro punti della città e le sue comparsate per le strade. Il bimbo in groppa alla statua della rotonda dei Mille, il senzatetto steso che fa pipì e l’aquila precipitata a terra

Quando si ha a che fare con Maurizio Cattelan, bisogna attendersi sorprese. Così quando ci si imbatte nel gruppo folcloristico bergamasco che canta e balla in Piazza Vecchia, proprio nel giorno della presentazione della mostra «Seasons» (da oggi fino al 26 ottobre è aperta al pubblico, dislocata in quattro luoghi diversi della città), viene il dubbio sia farina del fantasioso sacco dell’artista. «Non ci risulta. Ma con Maurizio non si sa mai. È appena arrivato a Bergamo», confermano dallo staff Gamec.

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea diretta da Lorenzo Giusti pone sull’evento internazionale il proprio marchio. Cattelan — in gran forma — attende al Palazzo della Ragione. Lì è collocata la prima delle sue cinque opere a Bergamo. Il marmoreo «November» rappresenta un homeless sdraiato su una panchina, mentre fa pipì. Davanti a lui si forma una piccola pozza (pare acqua, ma nessuno osa chiedere). L’opera avrebbe tutto, dall’audacia alla sfrontatezza, per ritagliarsi il ruolo di masterpiece. Eppure, il pezzo già cult di «Seasons» è un altro: «One».

Nella notte tra giovedì e venerdì, alla Rotonda dei Mille in groppa alla statua di Giuseppe Garibaldi è stata collocata la scultura di un ragazzino «ipertrofico». Con le dita della mano destra, il bambinone mima una pistola. Si sta divertendo ma è «un gesto ambiguo, tra il gioco infantile e un accenno di ribellione», spiegano dal museo. Se Garibaldi era l’eroe dei due mondi, Maurizio Cattelan è l’artista famoso nei sei continenti. Malgrado non fili tutto liscio, sempre e ovunque. L’iconica statua che raffigurava Adolf Hitler inginocchiato in preghiera («Him», del 2001), in Cina fu oggetto di censura. Cattelan la ripropone, con un titolo diverso e una suggestiva variante. Alla Gamec è esposta «No». Al soggetto in ginocchio è stato coperto il volto. Sotto il sacchetto può esserci Hitler, così come ognuno di noi.
Al fianco di «ognuno di noi, incappucciato» si inginocchia anche il vicesindaco e assessore alla Cultura. Sergio Gandi sta al gioco — un po’ sadico? — dell’artista. Non è l’unica vittima. Cattelan si diverte a non rispondere alla stampa, fra grammelot e nonsense: «Come fa il maiale? E la mucca?». Qualcuno gli risponde. L’aquila fa la migliore figura.

Splendidamente allestita nell’ex oratorio di San Lupo, «Bones» mostra il grande rapace steso a terra: «Un emblema di potenza e autorità, cristallizzato in un momento di caduta». L’inedito, in marmo, è un raro lavoro politico di Cattelan. Si ispira alla statua di un’aquila, commissionata nel 1939 dalla Dalmine per celebrare Benito Mussolini. «Empire», sempre in Gamec, è un «mattone in terracotta intrappolato in una bottiglia di vetro». Fra i cinque, risulta forse il tassello meno incisivo.
L’entusiasmo delle istituzioni — accompagnate in tour da Cattelan, insieme a Giusti e alla presidente Gamec Simona Bonaldi («Grazie all’arte, oggi a Bergamo è una bella giornata») — è condiviso e giustificato. «Scommettere sull’arte contemporanea — dice la sindaca Elena Carnevali — significa scegliere il confronto, pure il dibattito, come parte integrante della crescita culturale della nostra città». Anche Gandi punta sull’«internazionalità della direzione Giusti, confermata dalla presenza di Cattelan con la sua prima mostra bergamasca».

«Seasons» fa parte del progetto «Il Biennale delle Orobie - Pensare come una montagna», attraverso cui Gamec coinvolge le comunità del territorio grazie alla partecipazione di artisti internazionali. Come tutti i soli, la presenza di Cattelan tende a oscurare il resto. Ma pure gli altri sono stelle, per nulla vaghe. Da oggi al 14 settembre: l’olandese Julius von Bismarck è a Dossena con un «dipinto del e nel paesaggio»; il bergamasco Francesco Pedrini presenta «Magnitudo» a Roncobello; oggi, la coreografa argentina Cecilia Bengolea si esibisce a Villa d’Almè. In attesa dell’estate, per salire in alta quota «Verso il nuovo Bivacco Frattini».

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7 giugno 2025 ( modifica il 7 giugno 2025 | 08:08)

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