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La popstar all'Ippodromo. Nella scaletta «A far l'amore comincia tu»
Pur essendo amatissima anche qui, il pubblico di Dua Lipa è davvero internazionale. In metropolitana e nel tragitto a piedi verso l’Ippodromo La Maura di Milano, dove era prevista la sua unica data italiana nell’ambito degli I-Days, ieri si sentiva parlare inglese, francese, spagnolo, tedesco, ma anche tanto albanese (la cantante ventinovenne, pur essendo nata a Londra, è di origine kosovara albanese e ha vissuto a lungo a Pristina prima di fare rientro in Gran Bretagna).
Il pubblico è quello delle grandi occasioni: oltre 70.000 biglietti venduti e un parterre affollatissimo di vip, tra cui Stefano De Martino, Mahmood, Fabio Rovazzi e Coma_Cose. La ricetta che propone è quella di ogni popstar che si rispetti: un susseguirsi di hit planetarie, da «Training Season» a «One Kiss», da «Levitating» a «Dance the Night» e «Houdini», condite da coreografie sensuali.
Lipa, in una forma strepitosa, emerge dalle acque proiettate sugli schermi come una novella Venere di Botticelli in versione discotecara, vestita di un body argentato e di un paio di stivaloni glitterati. Danza senza sosta accompagnata da un nutrito corpo di ballo, mulinando la sua celebre chioma corvina, fermandosi solo per scendere tra le prime file, dove per diversi minuti dispensa saluti e selfie personalizzati ai suoi fan entusiasti. Come in ogni tappa della sua tournée, omaggia il Paese che visita con la cover di un artista locale: nel nostro caso è «A far l’amore comincia tu» di Raffaella Carrà – mai scelta fu più azzeccata – che preannuncia con un breve discorso in un ottimo italiano. Uno spettacolo degno delle più grandi, pur senza il perfezionismo e l’algida aura di grandeur che ammantano molti show simili.