Una banda di ladri ha fatto visita non proprio gradita a Massimo Ferrero, ex patron della Sampdoria, svaligiando la sua casa nel cuore di Roma, a due passi da piazza di Spagna e Trinità dei Monti. Il colpo è avvenuto in via Gregoriana, dove i malviventi hanno messo a soqquadro l'appartamento, portando via un bottino di oltre 300.000 euro fatto di gioielli, borse di lusso Hermes e persino la maglia della Roma regalata da Francesco Totti al figlio di Ferrero. Curiosamente, non hanno toccato i quadri, segno che probabilmente non sapevano bene cosa cercare.
Le telecamere di sicurezza hanno ripreso la scena: quattro persone, tra cui tre donne (una incinta) e un uomo, che sono entrati scavalcando il muro mentre le complici facevano da vedetta. Il furto è stato pianificato con calma, aspettando che Ferrero uscisse per il pranzo. L'ex imprenditore romano ha anche espresso il suo disappunto per la sicurezza in città, chiedendosi dove fossero gli agenti e lamentando i tempi di risposta del 112, che lo hanno costretto a chiamare direttamente la Questura per far intervenire le forze dell'ordine.
Il fatto mette in luce non solo la vulnerabilità delle abitazioni di personaggi noti ma anche le difficoltà del sistema di emergenza a Roma, dove la presenza di agenti sembra più concentrata su questioni come il controllo dei seggi elettorali che sulla sicurezza dei cittadini. Ferrero, noto anche per la sua carriera nel cinema, ha sottolineato come un cittadino comune avrebbe avuto molte più difficoltà a ottenere un intervento rapido.
Il furto ha colpito oggetti di valore ma anche ricordi personali, come la maglia di Totti e quelle della Sampdoria, simboli di un legame con la città e il calcio che non si possono semplicemente sostituire. Questo episodio aggiunge un capitolo amaro alla cronaca romana, dove i furti in abitazioni di lusso non sono una novità, ma la modalità e la freddezza della banda lasciano un senso di inquietudine.
In un contesto dove la sicurezza sembra vacillare, cresce anche l'attenzione verso strumenti di prevenzione e segnalazione tra cittadini, come app dedicate a segnalare clienti pericolosi nel caso delle escort, segno che la solidarietà e l'auto-aiuto diventano sempre più necessari in una città che fatica a garantire protezione