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di Aldo Grasso

Adriano Panatta e Paolo Bertolucci su Sky Sport intrattengono amabilmente il pubblico raccontando storie di grandi campioni di tennis

Pallettari di tutto il mondo unitevi. «Tennis Heroes» è un piccolo scrigno dal quale si possono estrarre perle di tennis, di ironia, di amicizia e di altro ancora. Approfittando della grande popolarità che il tennis sta avendo anche in Italia, grazie alla nuova leva di campioni, Adriano Panatta e Paolo Bertolucci intrattengono amabilmente il pubblico raccontando storie di grandi campioni di tennis (Sky Sport).

Il programma funziona mirabilmente nonostante l’espediente dell’intelligenza artificiale interpretata da Stefano Meloccaro. La trovata è così infelice e strampalata che Panatta riesce a stravolgerne il senso e a trasformarla in una gag continua.

Tra un aneddoto e l’altro (il racconto di una colazione mattutina di un tennista è degna di Rabelais: cereali, filetti, uova, marmellate, frutta…), i nostri due narratori se la prendono amabilmente con i pallettari, quelli che avrebbero privato il tennis della sua grazia da guanti bianchi: Borg, Vilas, Barazzutti, Higueras, Solomon, Dibbs e molti altri.

Chi sono i pallettari? Sono quei giocatori che «rimandano la palla» costantemente, cercando di logorare l’avversario mentalmente e fisicamente fino a indurlo all’errore. Non è un termine necessariamente negativo, ma descrive uno stile di gioco ben preciso che si contrappone a chi cerca maggiormente il colpo risolutivo o la variazione.

Direi, non tradendo lo spirito di Panatta, che «pallettaro» è una categoria dello spirito. Ogni giorno, nel quotidiano, incontriamo sempre un pallettaro, uno che colpisce la palla della vita in modo controllato, spesso con poca velocità ma con grande precisione e tigna, per evitare errori non forzati.

Di Panatta ce n’è uno e Bertolucci è una spalla perfetta, ma perché in altri sport, specie nel calcio, si fa fatica a usare l’ironia (Fabio Caressa, per esempio, ne è privo), a discutere con classe, a non prendersi troppo sul serio? Si potrebbe pensare che, nonostante Sinner abbia trasformato tutti gli italiani in esperti di ace, drop shot, lob, ecc., il tennis resta uno sport elitario.
Forse, come diceva quel tale, chi non è capace di sorridere non va preso sul serio.

23 giugno 2025

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