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Il giornalista sta cercando di trasformare il programma in una sorta di intrattenimento di qualità, dove si parla di calcio ma anche di tante altre cose
Gorizia, la meravigliosa Gorizia: viale Gabriele D’Annunzio, un tempo animata via commerciale, la statua del filosofo Carlo Michelstaedter (morì suicida a soli 23 anni, lasciando un’opera filosofica complessa e intensa, incentrata sul tema della «persuasione» e della «rettorica»), piazza della Vittoria, la mediateca Ugo Casiraghi (grande critico cinematografico dell’Unità la cui moglie, Licia, era di Gorizia), la faccia scolpita nella pietra dell’allenatore Eddy Reja, l’Hotel Entourage con il viottolo del portico in legno massiccio, la stazione ferroviaria che conduce a Nova Gorica, segnando il confine tra le due nazioni… «Calciomercato – L’Originale», il programma condotto da Alessandro Bonan, ha cambiato pelle, definitivamente (Sky Sport). E in meglio. Se ne sono accorti persino i vertici di Sky che in Sardegna si sono mescolati con il pubblico. Ormai, specie a giugno, parlare di calciomercato ha poco senso: ci sono più trasmissioni (specie a Sky) che si occupano di mercato che scambi reali di giocatori. È vero che Gianluca Di Marzio resta pur sempre la Cassazione (i suoi imitatori su altre reti sono un po’ ridicoli) ma la spasmodica attesa della novità non c’è più: ormai le notizie sono in tempo reale su tutti social.
Così Bonan sta cercando di trasformare il programma in una sorta di intrattenimento di qualità, dove si parla di calcio ma anche di tante altre cose, dove gli ospiti non devono discutere solo di 5-3-2, dove alcune personalità del luogo vengono coinvolte in uno show di costume, com’è successo l’altra sera con l’incontenibile Giannola Nonino. Certo, per uno spettacolo itinerante e molto ambito dalle località turistiche, servirebbero più mezzi, più organizzazione per offrire ogni sera qualcosa di inaspettato ma è interessante registrare la metamorfosi del programma come esempio di capacità di cogliere i mutamenti in atto: del calcio, del turismo e, verrebbe da dire, della vita. Ormai «Calciomercato – L’Originale» ha consolidato la sua identità (la vera forza di un programma), è un marchio, è la piacevole riscoperta della seconda serata.