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di Aldo Grasso

I protagonisti hanno unito le forze, hanno mescolato monologhi, sketch, clip e canzoni, hanno smesso di credersi stand-up comedian, genere che non ci appartiene

Mi sono divertito a seguire «In & Out – Niente di serio», un programma comico che finalmente fa ridere, spettacolo registrato a Roma, all’Auditorium Massimo (Tv8 e Sky). Quindi onore a Martina Catuzzi, Francesco De Carlo, Edoardo Ferrario, Monir Ghassem, Michela Giraud, Valerio Lundini, Saverio Raimondo, Stefano Rapone, Daniele Tinti e la band I Vazzanikki che ha cantato «Bango Bongo». 

Confesso che sono molto prevenuto nei confronti di quei programmi nati sul modello di «Zelig», speranzosi di lanciare «nuovi comici»: una coppia di presentatori e poi la chiamata in scena, dove ognuno fa il suo numero, sforzandosi di far ridere. Confesso anche che avevo appena visto uno dei film più noiosi e prevedibili (la prevedibilità serve solo a ridurre il senso di incertezza) che ultimamente mi sia capitato di vedere, però molto elogiato: «Io sono la fine del mondo» del comico Angelo Duro. Alla terza battuta, era già tutto scontato, fino alla fine.

Invece di esibirsi ognuno per conto suo, i protagonisti di «In & Out – Niente di serio» hanno unito le forze, hanno mescolato monologhi, sketch, clip e canzoni, hanno smesso (per una volta?) di credersi stand-up comedian, un genere di umorismo che non ci appartiene.

Meglio Michela Giraud che racconta di aver perso la testa per un ragazzo che aveva i «buoni pasto» o quando coinvolge il sindaco di Roma Roberto Gualtieri; meglio la reunion di Liam e Noel Gallagher interpretati da Valerio Landini e Edoardo Ferrario, meglio Stefano Rapone che inizia il suo intervento chiedendo «un applauso ai partigiani che si sono rivelati degni avversari» (la svolta a destra gli serve solo per entrare in Rai con proposte di programmi).

Saverio Raimondo è bravissimo e qui, ancora una volta, lo dimostra; purtroppo, gli tocca partecipare a programmi il cui contesto non esalta le sue doti: non sempre ti capita di finire nelle braccia dei Gialappi. Paradossalmente la gag meno riuscita è stata quella con l’ospite d’onore, Alessandro Borghi. Ripeto, il pregio di questo programma è l’amalgama. Negli anni ’60, il presidente Massimino, a chi gli faceva notare che alla squadra del Catania mancava l’amalgama, disse: «Dove gioca? Compriamolo».

17 giugno 2025

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