Se il calcio è passione, l’Inter degli ultimi anni sembra un film di Hollywood: un mix di successi sul campo, intrighi finanziari e colpi di scena degni di un thriller. L’inchiesta di Report, andata in onda il 2 giugno 2025 su Rai 3 (Guarda Rai 3 in diretta su KriTere.com anche all'estero), ha alzato il sipario su una storia che ha fatto parlare tifosi, esperti e curiosi del gossip finanziario: l’Inter, il club nerazzurro che ha conquistato scudetti e trofei, era a un passo dal crac finanziario nel 2021, proprio mentre festeggiava il tricolore. E, come se non bastasse, il confronto con il leggendario crac Parmalat? Beh, secondo l’esperto Gian Gaetano Bellavia, “Parmalat era niente in confronto”! Preparatevi, perché questa storia ha più misteri di un episodio di X-Files e più drammi di una soap opera.
meme sul passaggio di proprieta dell'inter al fondo oaktreeUn Club da Scudetto, ma con i Conti in Rosso
Nel 2021, mentre Antonio Conte guidava l’Inter verso il suo 19° scudetto, dietro le quinte la situazione era tutt’altro che da applausi. Report, con la guida del giornalista d’inchiesta Daniele Autieri e del conduttore Sigfrido Ranucci, ha messo in luce una realtà sconvolgente: l’Inter era sull’orlo del fallimento. I numeri parlano chiaro: una perdita di oltre 200 milioni di euro e debiti per 827 milioni, a fronte di ricavi di appena 364 milioni. Per dirla con le parole di Bellavia, “i debiti erano tre volte i ricavi”. Un disastro finanziario che farebbe impallidire anche il più ottimista dei tifosi nerazzurri.
Ma come si è arrivati a questo punto? La risposta sta nella gestione del gruppo Suning, la holding cinese che ha controllato l’Inter dal 2016 fino al 2024. La famiglia Zhang, guidata dal giovane Steven, ha investito 10 miliardi di euro tra il 2012 e il 2020 in operazioni definite da Report come “strategie finanziarie fallimentari”. Una di queste? L’acquisto dell’Inter stessa, che si è rivelato un buco nero per le casse di Suning. E, come se non bastasse, il 7 febbraio 2025, Suning ha dichiarato ufficialmente bancarotta, un evento che ha mandato onde d’urto da Hong Kong a Wall Street.
Sponsor Asiatici Fittizi: Il Trucco per il Fair Play Finanziario
Ecco dove la trama si fa succosa. Per aggirare le rigide regole del Fair Play Finanziario dell’UEFA, l’Inter avrebbe fatto ricorso a un escamotage degno di un prestigiatore: sponsorizzazioni asiatiche che, secondo Report, erano tutt’altro che reali. Tra il 2016 e il 2019, Suning avrebbe immesso circa 300 milioni di euro di ricavi fittizi attraverso contratti di sponsorizzazione con società “amiche” che, a quanto pare, non avevano né l’esperienza né la struttura per giustificare tali cifre. “Pagavano anticipi di 20-30 milioni senza senso”, ha rivelato un analista finanziario a Report.
Questi contratti, descritti come “farlocchi”, servivano a gonfiare i bilanci e mostrare all’UEFA una solidità economica che, in realtà, non esisteva. E la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC)? Secondo l’inchiesta, non solo era a conoscenza di queste anomalie, ma avrebbe persino creato deroghe ad hoc per aiutare l’Inter a evitare sanzioni. Un vero e proprio assist, ma non di quelli che si vedono in campo
LionRock: Il Socio Fantasma e il Mistero delle Quote
Ed eccoci al capitolo più enigmatico: il ruolo di LionRock, il fondo di Hong Kong che nel 2019 ha acquistato il 31,05% dell’Inter per una cifra stimata tra i 150 e i 200 milioni di euro. Guidato da Daniel Kar Keung Tseung, LionRock aveva grandi ambizioni: portare il brand nerazzurro in Cina, sfruttando il mercato asiatico. Ma, come spesso accade nei film, le promesse scintillanti si sono trasformate in un giallo finanziario.
Nel 2021, l’Inter era in default. Tom Pitts, numero due di LionRock e membro del CdA dell’Inter dal 2019 al 2021, ha confessato a Report: “Avremmo potuto prenderci il club”. Ma invece di rilevare l’Inter, LionRock ha scelto di farsi da parte. Grazie a un prestito di 271 milioni di euro concesso dal fondo americano Oaktree, LionRock è stato liquidato. Eppure, c’è un dettaglio che fa alzare le sopracciglia: l’Inter ha continuato a dichiarare LionRock come azionista fino al maggio 2024, tre anni dopo la sua uscita. Perché? Pitts, con un candore quasi comico, ha risposto: “Non ne ho idea”.
Questa mancanza di trasparenza ha sollevato sospetti. Perché non comunicare subito il cambio di azionariato, come previsto dai regolamenti della FIGC? È come se l’Inter avesse dimenticato di dire al mondo che uno dei suoi protagonisti aveva lasciato la scena. Un errore burocratico o un tentativo di nascondere qualcosa? I tifosi, sui social, si sono scatenati con meme e battute, trasformando il “mistero LionRock” in un caso da bar dello sport.
Oaktree: Il Cavaliere Bianco con un Prestito da 271 Milioni
Quando tutto sembrava perduto, ecco arrivare Oaktree, il fondo americano che, come un supereroe con il portafoglio, ha salvato l’Inter dal baratro. Nel maggio 2021, Oaktree ha concesso un prestito di 271 milioni di euro, utilizzato in parte per liquidare LionRock e in parte per coprire i debiti del club, garantendo il pagamento di stipendi e tasse. Ma non è stato un regalo: nel 2024, quando Suning non è riuscita a restituire i 395 milioni (prestito più interessi), Oaktree ha preso il controllo del club.
Il passaggio di proprietà è stato un terremoto per i tifosi. Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha cercato di rassicurare tutti, ma i meme sul “passaggio di proprietà” hanno invaso il web, con immagini di Zhang che saluta e Oaktree che si insedia come nuovo “padrone” di San Siro. Eppure, anche sotto la gestione Oaktree, il patrimonio netto dell’Inter rimane negativo, e il club non può dirsi completamente risanato. Come ha detto Bellavia, “una società si risana quando i ricavi pareggiano i costi”. E per ora, l’Inter è ancora lontana da questo traguardo.
Parmalat? Un Gioco da Ragazzi!
Il confronto con il crac Parmalat, evocato da Bellavia, è di quelli che fanno tremare i polsi. Parmalat, nel 2003, è collassata sotto un buco di 14 miliardi di euro, il più grande fallimento di un’azienda privata in Europa. Calisto Tanzi, il patron, è stato condannato a 18 anni per bancarotta fraudolenta, e il caso ha segnato un’epoca. Ma secondo Bellavia, la situazione di Suning e dell’Inter era persino più caotica. “La Cina gli aveva ritirato il passaporto”, ha detto, riferendosi alle restrizioni imposte a Zhang per i problemi finanziari di Suning. Un dettaglio che aggiunge un pizzico di dramma internazionale alla vicenda.
Rispetto a Parmalat, però, l’Inter ha avuto una sorte migliore. Grazie a Oaktree, il club è ancora in piedi, e i tifosi possono continuare a sognare trofei. Ma il paragone con Parmalat non è casuale: entrambi i casi mettono in luce le fragilità di un sistema che, tra bilanci truccati e debiti nascosti, rischia di travolgere anche i colossi più amati.
Il Ruolo della FIGC: Complice o Spettatrice?
Un altro punto caldo dell’inchiesta è il ruolo della FIGC. Secondo Report, la Federazione non solo era al corrente delle difficoltà finanziarie dell’Inter, ma avrebbe anche introdotto deroghe per aiutare il club a navigare nella tempesta post-Covid. Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha difeso l’operato della Federazione, sottolineando che l’Inter ha utilizzato “strumenti legali” disponibili per tutte le società. Ma le accuse di Report lasciano un’ombra: possibile che nessuno abbia controllato i bilanci gonfiati dagli sponsor fittizi?
Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha aggiunto un altro tassello, parlando di un sistema calcistico fragile, dove il “lusso a debito” è la norma. “Il calcio non è una roba normale”, ha detto Bellavia, con una frase che sembra perfetta per un titolo da tabloid. E in effetti, tra stipendi milionari, agenti, feste e auto di lusso, il mondo del calcio sembra vivere in una bolla dorata che, troppo spesso, scoppia sotto il peso dei debiti.
I Tifosi e il Web: Tra Meme e Indignazione
Sui social, la reazione dei tifosi è stata un mix di ironia e preoccupazione. Su X, i post si sono moltiplicati, con utenti che scherzano sul “default nerazzurro” e altri che accusano Zhang di aver portato l’Inter sull’orlo del baratro. Un utente ha scritto: “La verità è che la gestione Zhang è stata un disastro, ma tutti fanno finta di niente” (@A.M.A.L.A., 4 giugno 2025). Altri, invece, hanno difeso l’Inter, sottolineando che il club ha comunque vinto titoli nonostante i problemi finanziari.
I meme, come sempre, hanno rubato la scena. Immagini di Zhang che “scappa” con il passaporto ritirato o di Oaktree che “compra” San Siro con un assegno gigante hanno fatto il giro del web, regalando risate amare ai tifosi. Ma dietro l’ironia, c’è una domanda che aleggia: l’Inter è davvero fuori pericolo, o il peggio deve ancora arrivare?
Un Calcio in Crisi: Non Solo Inter
La vicenda dell’Inter non è isolata. Secondo un rapporto di Deloitte del 2024, i club di Serie A hanno accumulato debiti per oltre 3 miliardi di euro negli ultimi cinque anni, con molte società che ricorrono a prestiti per coprire le spese. Il Fair Play Finanziario, introdotto per garantire sostenibilità, sembra essere diventato un gioco di prestigio per molti club, che trovano modi creativi per aggirarlo. L’Inter non è l’unica: anche Juventus e Milan hanno affrontato momenti difficili, ma il caso nerazzurro spicca per la sua complessità e per il coinvolgimento di attori internazionali come Suning, LionRock e Oaktree.
L’inchiesta di Report ha acceso i riflettori su una storia che mescola calcio, finanza e intrighi internazionali. L’Inter, salvata da Oaktree, continua a essere un colosso del calcio italiano, ma le cicatrici finanziarie sono ancora visibili. Il “mistero LionRock”, gli sponsor fittizi e il confronto con Parmalat sono solo la punta dell’iceberg di un sistema calcistico che vive sul filo del rasoio. E mentre i tifosi cantano per la seconda stella, il web si chiede: il prossimo scudetto sarà sul campo o nei bilanci?
Per ora, l’Inter tira avanti, ma una cosa è certa: questa storia ha più colpi di scena di una telenovela sudamericana. E noi, tra un meme e un’indiscrezione, non vediamo l’ora di scoprire il prossimo episodio.
