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La Casa memoria di Peppino
Impastato continuerà a essere un simbolo vivo della lotta alla
mafia. L'associazione "Casa Memoria Felicia e Peppino
Impastato", che da anni gestisce l'immobile confiscato alla
mafia in corso Umberto a Cinisi, è riuscita ad acquistarlo
all'asta giudiziaria. Lo stabile, dove un tempo abitava la
famiglia Impastato e oggi trasformato in casa-museo, si trova a
cento passi dall'ex abitazione del boss mafioso Tano
Badalamenti, mandante dell'omicidio di Peppino.
Un luogo dal forte valore simbolico e storico, visitato ogni
anno da migliaia di studenti, attivisti e semplici cittadini,
tutti uniti dal desiderio di conoscere e tramandare l'impegno di
Peppino contro Cosa Nostra. La casa era stata messa all'asta per
problemi economici che avevano coinvolto la famiglia Impastato.
Per settimane si è temuto che la sede potesse essere sottratta
all'associazione che da oltre 15 anni vi svolge attività
culturali e percorsi educativi. Ma alla fine è arrivata la buona
notizia: l'associazione ha presentato l'unica offerta, pari a
circa 87 mila euro, riuscendo a riscattare ufficialmente
l'immobile.
Determinante il supporto di una rete di realtà impegnate nel
sociale e nell'antimafia, tra cui Libera, la Cgil e Banca Etica,
che ha concesso il prestito necessario. A seguire le pratiche
legali sono stati gli avvocati Antonella Palazzotto e Andrea
Zarbo, che hanno affiancato l'associazione nelle fasi
dell'acquisto. "
Abbiamo affrontato questa sfida con coraggio e responsabilità -
ha dichiarato Casa Memoria in una nota - portando avanti il
desiderio di Felicia Bartolotta, madre di Peppino, che ci aveva
chiesto di non chiudere mai le porte della sua casa". Per Mario
Ridulfo, segretario generale della Cgil Palermo, e Rosario
Rappa, responsabile Legalità del sindacato, "questa acquisizione
rappresenta una vittoria per tutti. L'associazione ha saputo
dare voce e spazio alla memoria, contribuendo alla crescita del
movimento antimafia".
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