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di Aldo Grasso

Gli spettatori medi del primo tg d’Italia, nella sua edizione serale delle 20, sono oltre 3,8 milioni, con una share media del 25%

Le guerre in corso alle porte dell’Europa, il conflitto fra Israele e Iran, le decisioni imprevedibili di Donald Trump, ma anche i casi di cronaca nera: in questo giugno travagliato gli eventi del mondo riaccendono l’interesse per l’informazione, con gli italiani che tendono ad attribuire autorevolezza ai media tradizionali (stampa e tv in particolare), nel mare magnum delle news online, e in particolare al più istituzionale dei notiziari.

Per quanto riguarda la televisione, in particolare, si assiste a un’insolita crescita dei consumi dei tg della sera, che costituiscono un punto di riferimento per gli italiani. Cresce a giugno in particolare, come si è detto, il Tg1, che conserva la percezione della testata più istituzionale: dall’inizio del mese, infatti, gli spettatori medi del primo tg d’Italia, nella sua edizione serale delle 20.00, sono oltre 3,8 milioni, con una share media del 25% (e picchi, come quello di lunedì 16, di oltre 4,1 milioni).

La comparazione va fatta ovviamente con lo stesso periodo dello scorso anno, in una fase – giugno – in cui tradizionalmente la platea complessiva della Tv tende a ridursi. Rispetto allo scorso anno, infatti, gli spettatori del Tg1 della sera crescono di quasi il 6%, ovvero oltre 200mila unità.

Una parte del pubblico che confluisce sull’istituzionale Tg1 viene però anche dal Tg5 della sera che, pur mantenendo invariata la sua share (18,5%), vede l’ascolto medio di giugno scendere di circa 100mila persone (2.885.000 spettatori medi).

Tornando al Tg1, il suo pubblico è certamente trasversale, ma particolarmente condensato sulle fasce più adulte della popolazione nazionale, con oltre il 30% di share raccolto fra gli spettatori con più di 65 anni. Si tratta della fascia di pubblico anche più sensibile all’informazione, oltre che quella che elegge la televisione a proprio principale strumento di informazione (in particolare in contrasto con la rete e i social media).

Il pubblico del Tg1 a giugno è anche più concentrato sulle spettatrici (con una share del 27%) rispetto agli spettatori (22%). Interessante anche la composizione territoriale del pubblico: la forza del Tg1 deriva molto dalle regioni del Centro e del Sud (con share superiori al 25%). (a.g.)

In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca su dati Auditel

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21 giugno 2025

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