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di Emilia Costantini

Il cantante e attore reciterà al fianco di Sabrina Knaflitz in «Ubi maior», di Franco Bertini. In prima nazionale il 29 luglio al Festival di Borgio Verezzi

Tito ha vent’anni, bello e solare, è un campione di scherma di fama mondiale, ma denaro e circo mediatico non gli interessano. Un giorno scopre una situazione che non si sarebbe mai immaginato: una madre con un segreto e un padre sull’orlo di una crisi di nervi.

Ubi maior è il testo di Franco Bertini che segna il debutto in teatro di prosa di Leo Gassmann, figlio di Alessandro, con sua madre, l’attrice Sabrina Knaflitz, per la regia di Enrico Maria Lamanna. Lo spettacolo va in scena il 29 luglio al Festival di Borgio Verezzi (Savona), diretto da Maximilian Nisi.

«È una commedia che parla di una famiglia folle — afferma il 27enne Leo, che ha vinto Sanremo Giovani 2020 —. Una storia in cui si possono rispecchiare tanti ragazzi e tante famiglie, parla dei non detti in casa. Apparentemente un nucleo familiare perfetto, che però nasconde cose con cui tutti, in un senso o nell’altro, dobbiamo imparare a convivere. Ho accettato questa proposta perché pur avendo già fatto l’attore di cinema e tv, volevo chiudere un cerchio professionale e coronarlo con mamma, anche per conoscerci meglio: una bellissima parentesi della mia vita».

L’idea di accettare questa messinscena e debuttare in coppia, è stata proprio di Knaflitz: «Il testo è piaciuto subito sia a me, sia a mio figlio: ci siamo buttati nell’avventura, senza paure. Per me il teatro è un luogo di libertà e sono felice di condividerlo con Leo».

Il giovane neo protagonista teatrale, ma con una carriera già consolidata da cantautore e attualmente sul set della serie «L’invisibile» sulla caccia al boss Matteo Messina Denaro, non ha frequentato scuole di teatro: «Ho un coach bravissimo, Alessandro Prete, che mi segue da tempo, insegnandomi l’arte della recitazione. Stavolta avrò la possibilità di fare la mia prima tournée con una grande attrice, la osserverò, imparerò molto da lei, angelo della mia vita. Inoltre, frequento i teatri con i miei genitori sin da bambino e, già alle elementari, recitavo nei saggi scolastici: ricordo ancora quando mi fecero impersonare il gobbo di Notre Dame!», ride.

Interviene Sabrina: «Leo è cresciuto con me e Alessandro nei nostri camerini: quando facevamo spettacoli insieme, assisteva e partecipava a tutta la preparazione. Il teatro è un luogo dove ci si sente in una bolla di protezione: poco prima dell’apertura del sipario, ci sdraiavamo insieme sul palcoscenico, in silenzio, abbracciati, in attesa dell’inizio».

Ma papà Alessandro come ha accolto il progetto? «Si è limitato a dire — risponde Leo — che era una buona idea e ha sottolineato che il teatro mi insegnerà una severa disciplina. Sono certo che gli farà piacere vedere moglie e figlio in coppia. Lui è un grande attore-regista e forse un giorno faremo qualcosa insieme, perché no?».

Aggiunge Sabrina: «Leo sentiva il bisogno di questa nuova esperienza per sciogliere dei nodi, non voleva chiudersi solo nella musica. Mi auguro che possa amare questa nuova dimensione che per lui, già noto al vasto pubblico, è un bagno di umiltà. Anch’io sono pronta a imparare da mio figlio, dalla sua scioltezza e naturalezza».

Per il giovane Leo, un background, un’ascendenza importante: oltre ai genitori, anche i nonni Vittorio Gassman e Juliette Mayniel: «Mi ritengo molto fortunato e sono grato di far parte di questa famiglia, avere questa eredità. Non ho fatto in tempo ad ammirare nonno in palcoscenico: avevo solo un anno quando si divertiva a portarmi in giro in carrozzina, poi è mancato. Ma, vedendo i suoi film, sono rimasto affascinato dalla veridicità della sua arte. Nonna non la vedevo spesso, perché viveva in Messico, ma era attrice e pittrice, artista a 360 gradi».

Per i genitori di Leo, un figlio altrettanto famoso: «Abbiamo vissuto la notorietà di nostro figlio con orgoglio — conclude Sabrina — La sua fama è trasversale fra concerti, televisione, cinema... A me e Alessandro è capitato spesso di prendere un taxi e di sentirci chiedere dal tassista: ma voi siete per caso i genitori di Leo Gassmann?».

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8 giugno 2025

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