Sono passati ormai tre anni dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio, fondatore dell'impero EssilorLuxottica, ma la battaglia per la gestione dell'eredità continua a infiammare gli animi degli otto eredi. La delicata questione del testamento resta irrisolta, tanto che l'assemblea per l'approvazione del bilancio 2024 e la distribuzione dei dividendi è stata rinviata al 31 luglio, nella speranza di trovare un'intesa.
La tensione nasce soprattutto dal fatto che, circa un anno fa, la distribuzione dei dividendi è stata bloccata da tre membri della famiglia – Luca, Clemente e Paola – che hanno esercitato il loro diritto di veto, impedendo così la maggioranza necessaria per la delibera. Questo ha lasciato gli eredi senza liquidità nel 2024, nonostante l'ultimo dividendo fosse stato coraggiosamente distribuito dal consiglio di amministrazione nel novembre 2023, superando il minimo previsto dallo statuto.
La questione della liquidità è diventata cruciale per molti eredi, alcuni dei quali devono sostenere costi elevati per mantenere ville e yacht ereditati. Nel frattempo, Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli, ha attivato il suo family office, LMDV Capital, realizzando investimenti importanti in settori come il lusso e l'intrattenimento, con un portafoglio valutato intorno ai 400 milioni di euro a fine 2024, nonostante un indebitamento significativo.
Leonardo Maria detiene anche il 12,5% di Delfin, la holding che controlla EssilorLuxottica, con un valore di mercato che supera i 6 miliardi di euro. Questo fa crescere la pressione per trovare un accordo sul dividendo entro la fine di luglio, soprattutto considerando che Delfin prevede per il 2024 un utile netto di circa un miliardo di euro, in crescita rispetto ai 900 milioni dell'anno precedente. Tuttavia, per sbloccare la situazione serve il consenso di almeno sei degli otto eredi, un traguardo finora difficile da raggiungere.
Il nodo principale riguarda la governance di Delfin: alcuni eredi vorrebbero rivedere lo statuto, che attualmente prevede la nomina a tempo indeterminato del consiglio di amministrazione, composto da manager esterni come Francesco Milleri, escludendo membri della famiglia. La proposta è di introdurre mandati limitati a tre o quattro anni, per avere un controllo più diretto e dinamico. Inoltre, si discute della possibilità di distribuire ai soci le partecipazioni finanziarie "non core" della holding, come quelle in Mediobanca, Generali, MPS e UniCredit, una mossa che potrebbe rivoluzionare gli assetti azionari di importanti istituti bancari e assicurativi italiani.
Secondo alcune fonti, la maggioranza degli azionisti sarebbe favorevole a questa strategia di dismissione degli asset non strategici, soprattutto alla luce del notevole rialzo delle quotazioni azionarie registrato nell'ultimo anno. La vendita di queste partecipazioni, stimata in un arco temporale di due anni, potrebbe rappresentare la chiave per sbloccare definitivamente l'accordo sull'eredità e sulla governance, oltre a garantire una generosa distribuzione di dividendi agli eredi.
Il valore complessivo di Delfin è cresciuto in modo impressionante: tre anni fa la holding valeva circa 26 miliardi di euro, con EssilorLuxottica capitalizzata a 64 miliardi. Oggi, grazie alla gestione di Francesco Milleri, il valore di mercato di EssilorLuxottica ha superato i 110 miliardi, portando la ricchezza complessiva della holding oltre i 50 miliardi di euro. Solo la quota del 32% in EssilorLuxottica vale oggi circa 35,4 miliardi, mentre le partecipazioni in Mediobanca, Generali, UniCredit e MPS aggiungono altri 12,5 miliardi al patrimonio.
Questa crescita vertiginosa ha alimentato anche le ambizioni degli eredi, che cercano di trovare un equilibrio tra la valorizzazione del patrimonio e la gestione familiare dell'impero. Tra i protagonisti di questa saga familiare ci sono anche Nicoletta Zampillo, moglie di Leonardo Del Vecchio, e Rocco Basilico, suo primo figlio, che insieme agli altri membri della famiglia cercano di navigare tra interessi personali, strategie finanziarie e il desiderio di mantenere intatto il lascito del patriarca