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di Renato Franco

Divulgatore scientifico da 25 anni, primo ricercatore al Cnr, Mario Tozzi parla delle tre principali emergenze ambientali, a partire dal clima

Divulgatore scientifico da 25 anni, primo ricercatore al Cnr, Mario Tozzi nei suoi programmi ha sempre saputo abbinare approfondimento e chiarezza.

Qual è l’emergenza ambientale principale?
«Sono tre. La prima è la crisi climatica. Ormai l’abbiamo capito che è causata dall’uomo e che siamo noi ad avere in mano le armi per poterla mitigare, se non recuperare».

Sembra che non tutti l’abbiano capito però.
«Gli specialisti del clima hanno una voce sola: questa crisi è anomala rispetto al passato, avviene in tempi strettissimi e dipende dalle attività produttive dei sapiens. Lo spiegano il 99% di tutti gli articoli scientifici che si occupano della causa della crisi climatica. È una teoria valida per tutti, tranne per quelli che vogliono mercanteggiare dubbi nel tentativo di guadagnare tempo per fare più soldi, ossia chi ha interessi nei combustibili fossili».

La seconda emergenza?
«L’impoverimento della natura e della ricchezza della vita: se l’uomo ammazza gli orsi e i lupi vive peggio perché quelle specie sono importanti».

La terza?
«La crisi delle risorse: bisogna capire che questo pianeta non è infinito e che quindi nessun tipo di sviluppo economico può avere luogo determinando un capitale economico che nasce da quello naturale, se il capitale naturale non è salvaguardato. Quello che stiamo facendo è distruggere il capitale naturale e pretendere di fare economia lo stesso».

I combustibili fossili?
«Vanno sostituiti con le energie rinnovabili per due ragioni. La prima è che c’è poco tempo a disposizione: una volta installato, un pannello solare produce subito energia. La seconda è che ogni forma di energia rinnovabile è reversibile: una volta che tu decidi che i pannelli solari o le torri eoliche non ti servono più, li smonti».

Il nucleare non è una soluzione?
«Può essere una soluzione in termini energetici in generale, non c’è un pregiudizio. Ma non è una soluzione per la crisi climatica, perché manca il tempo. Le ultime due centrali nucleari costruite in Europa, quella finlandese e quella francese, sono state realizzate in 24 anni. La crisi climatica ha bisogno di tempi brevi».

Finiremo sommersi dalla plastica?
«La plastica è il male del capitalismo: hai inventato una materia — per altro fatta con gli idrocarburi — che in natura non esiste e dura per sempre, ma in genere la butti via dopo che l’hai usata una volta. Non ha senso».

Com’è la situazione ai Campi Flegrei?
«La sorveglianza è perfetta, ma diciamolo francamente, quel posto prima o poi esplode, salta per aria. Certo non adesso, ma succederà. Facciamo tanti sforzi per comprare una macchina usata, vogliamo sapere se ha avuto un solo proprietario, se è stata in garage, in che stato sono le gomme; invece se compriamo una casa non ci interessiamo di niente. Ci vorrebbe più coscienza e piano piano si dovrebbe andar via da lì».

15 giugno 2025

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