Il Far West della chirurgia estetica su TikTok: tra balletti e promesse miracolose a basso costo, la salute rischia grosso. È questo il quadro inquietante che emerge da un’inchiesta recente, dove metà delle 124 cliniche private ispezionate dai NAS risultano irregolari, con medici improvvisati che propongono interventi low cost, spesso letali. Non è un film western, ma la realtà italiana della medicina estetica 2.0, dove la superficialità e la deregulation mettono a rischio la pelle – e la vita – di chi si affida a questi “chirurghi” da social.
Il fenomeno è amplificato dai social network, in particolare TikTok, dove medici tiktoker si esibiscono in balletti tra un filler e una mastoplastica, promettendo risultati miracolosi a prezzi stracciati. Un esempio? Una clinica privata milanese che offre una mastoplastica con uno sconto del 20% per le prime tre prenotazioni, oppure pacchetti “all inclusive” per Istanbul a 3.700 euro, viaggio e hotel compresi, contro i 10.000 euro richiesti da chirurghi seri in Italia. Una concorrenza sleale che fa leva sulla scarsa informazione e sulla voglia di risparmiare, ma che può costare carissimo.
Dietro questa giungla di offerte low cost si nasconde un problema normativo enorme. La direttiva europea Bolkenstein, pensata per proteggere la libera concorrenza, impedisce controlli preventivi sulla pubblicità ingannevole, lasciando gli Ordini dei medici con le mani legate, capaci di intervenire solo dopo segnalazioni di cittadini o colleghi. Inoltre, la legge italiana richiede la specializzazione solo per alcune branche mediche, mentre la medicina estetica non è una specializzazione riconosciuta ufficialmente. Così, chiunque con una laurea in medicina può improvvisarsi “esperto” di estetica, senza un percorso formativo adeguato.
Il risultato? Un mercato affollato da operatori non qualificati, che spesso effettuano trattamenti come filler o botulino in ambienti non autorizzati: centri estetici, saloni di parrucchieri o addirittura a domicilio. Le fiale di acido ialuronico si comprano online senza prescrizione, e la Hyarulon Pen, il “filler senza ago”, è venduta persino su Amazon, con rischi sanitari evidenti. Non sorprende quindi che casi tragici come la morte della 46enne ecuadoriana durante una liposuzione a Roma o della giovane Margaret Spada, 22 anni, deceduta durante una rinoplastica “semplice”, siano solo la punta dell’iceberg di un problema molto più ampio.
Paolo Santanchè, chirurgo plastico con una vita dedicata alla disciplina, denuncia la situazione: il web è invaso da sedicenti specialisti o “chirurghi dei vip” senza alcuna certificazione. Se si confronta il numero di chi opera nel settore con gli iscritti alle società ufficiali di chirurgia plastica, si scopre che i veri specialisti sono meno della metà. Una giungla che mette a rischio la salute dei pazienti e la reputazione della professione.
Il presidente dell’Ordine dei medici, Filippo Anelli, sottolinea come la normativa sia piena di buchi: la Bolkenstein impedisce l’autorizzazione preventiva delle pubblicità, mentre la mancanza di una specializzazione ufficiale in medicina estetica lascia campo libero a improvvisati. Il risultato è una deregulation che favorisce la diffusione di pratiche non sicure e pubblicità ingannevoli, con conseguenze spesso drammatiche.
Dietro la facciata social e i prezzi da discount, si nasconde quindi un Far West medico dove la salute è merce di scambio. Gli utenti devono fare attenzione a chi affidano il proprio corpo, verificando sempre le credenziali e diffidando delle offerte troppo allettanti. La medicina estetica è una disciplina seria che richiede competenza, esperienza e rispetto delle regole, non un ballo virale o una promozione last minute.
In conclusione, la chirurgia estetica low cost su TikTok e Instagram è una trappola che può costare cara, anche la vita. La combinazione di normative insufficienti, scarsa formazione e pubblicità ingannevole crea un terreno fertile per medici improvvisati e cliniche irregolari, con rischi elevati per i pazienti. Meglio informarsi bene, scegliere professionisti certificati e non farsi abbindolare da balletti e sconti da Far West.
