Cagliari, giugno 2025. In una città che si sta preparando all'estate tra partite di calcio e passeggiate sul lungomare, la cronaca si tinge di giallo e tristezza: Mariano Olla, 16 anni, è stato trovato morto nelle acque del porticciolo di Su Siccu, proprio accanto al parcheggio Cuore, zona nota ai giovani per le serate estive e le feste improvvisate. Il suo corpo, avvistato da alcuni pescatori a una decina di metri dalla riva, galleggiava a pancia in giù, indossando solo scarpe e pantaloncini, senza maglietta. Nessun segno di violenza, nessun indizio lampante: solo tante domande e poche risposte.



La scena sembra uscita da un romanzo di Agatha Christie, ma purtroppo è tutto vero. I vigili del fuoco hanno recuperato il corpo, mentre il personale del 118 ha solo potuto constatare il decesso. Ora la salma si trova all'obitorio dell'ospedale Brotzu, in attesa dell'autopsia che, si spera, potrà chiarire le cause della morte.

Le ipotesi? Ce n'è per tutti i gusti, ma nessuna convince davvero: un malore improvviso durante un bagno notturno, una caduta accidentale, oppure il corpo trascinato dalla corrente dopo essersi inabissato altrove? Gli investigatori non escludono nulla, ma la pista che attira di più l'attenzione è quella della festa che si sarebbe tenuta proprio sulla spiaggetta la notte precedente. Chi c'era? Mariano era tra i partecipanti? E soprattutto, come mai nessuno si è accorto della sua assenza fino al tragico ritrovamento?

La zona dove tutto è successo non è certo una delle più illuminate e trafficate della città: nascosta dietro il molo, tra il vecchio stadio Sant'Elia e il Parco Nervi, è il classico posto dove i ragazzi si ritrovano per stare lontani da occhi indiscreti, tra una birra e una chiacchiera sotto le stelle. Un luogo perfetto per una serata spensierata, ma che questa volta si è trasformato nello scenario di una tragedia.

La comunità di Sestu, il paese dove Mariano viveva, è sotto shock. Sui social, la sindaca Paola Secci ha espresso tutto il dolore e la vicinanza della cittadinanza alla famiglia del ragazzo, con parole che lasciano trasparire l'incredulità di fronte a una perdita così improvvisa e inspiegabile. E mentre i genitori, gli amici e i conoscenti cercano di capire cosa sia successo davvero in quelle ore, la polizia ascolta testimonianze, ricostruisce movimenti, cerca dettagli che possano fare luce su una notte che nessuno avrebbe voluto ricordare così.

Non è la prima volta, purtroppo, che la cronaca sarda si trova a raccontare storie simili. Solo pochi mesi fa, sempre a Cagliari, erano stati ritrovati i corpi senza vita di altri due giovani, Manola Mascia e Paolo Durzu, in circostanze ancora avvolte dal mistero. E se allarghiamo lo sguardo, le statistiche nazionali sugli incidenti e le morti tra i più giovani nei fine settimana non sono certo rassicuranti: tra gennaio e aprile 2025, ogni weekend ha visto vittime giovanissime, spesso coinvolte in incidenti o situazioni poco chiare. La vittima più giovane quest'anno aveva appena 13 anni, a dimostrazione di quanto la fragilità dell'adolescenza sia spesso sottovalutata.

Intanto, l'estate 2025 si apre con nuove regole sulla sicurezza in spiaggia: obbligo di defibrillatori, bagnini sempre presenti, cartelli nuovi di zecca per segnalare i pericoli. Ma tutto questo serve davvero se poi, nelle zone più appartate, i ragazzi si ritrovano senza alcuna sorveglianza, magari per una festa improvvisata che può trasformarsi in tragedia? La domanda resta sospesa, come tante altre in questa storia.

E mentre si attende l'esito dell'autopsia, che forse darà una risposta definitiva almeno sulle cause della morte di Mariano, le indagini continuano. Gli inquirenti stanno ascoltando amici e familiari, cercando di ricostruire le ultime ore del ragazzo, e soprattutto di capire come sia stato possibile che nessuno si sia accorto della sua scomparsa. Un dettaglio che lascia perplessi e che, in fondo, è il vero nodo di questa vicenda.

Nel frattempo, tra un post di cordoglio e un messaggio di incredulità, la comunità si interroga: come si può evitare che tragedie simili si ripetano? Forse con più controlli, forse con più attenzione, forse semplicemente con un po' più di fortuna. O forse, come spesso accade, la risposta non c'è. E allora non resta che stringersi attorno alla famiglia di Mariano, aspettando che la verità venga a galla, come il suo corpo quella mattina di giugno. E sperando che la prossima festa in spiaggia finisca solo con qualche selfie e qualche risata, e non con un mistero da risolvere.