Tutto il cinema su KRITERE.COM!

di

L'attrice chiude il Festival di Taormina con le celebrazioni per i 25 anni di Malèna: «Il film che mi lanciò nel mondo, ancora attualissimo»

TAORMINA Una Monica Bellucci insolita, gentile ma distante, freddina come Turandot, sbrigativa, forse stanca del viaggio, e insomma l’incontro, nella bolgia di una stanzetta infelice, è una pura formalità per dirla col regista che 25 anni fa l’ha lanciata. Il film, fresco di restauro, è Malèna e il volto di Monica è sul manifesto del Festival di Taormina, così affollato di star, che ha chiuso ieri con la Bellucci, vestita color panna, avvolta dal circo frenetico dei tappeti rossi assieme al suo Tim Burton e dai selfie infiniti di gente a cui non basta mai l’abbuffata di attoroni. Monica ha l’aspetto inalterato di seduttività morbida e generosa, ha qualche segno creato dal tempo, ancora «condannata» a parlare di amore.

In Malèna, Monica Bellucci è una giovane degli Anni 40 che in paese cammina in modo vaporoso. Timida, convive con la consapevolezza di essere attraente. Una giovane che turba e fa voltare gli uomini siciliani, maschi alpha corrosi dalla fame e dalla miseria della guerra; il che la riportava alla manifestazione del corpo come modella. Ma poi irrompe un adolescente che la guarda da lontano, di nascosto, e la ama in modo puro. Monica già portatrice di immagine, simbolo del sogno. Ha costruito la carriera passo passo. Uscita dalla finestra della moda, entrò nella celebrità dalla porta del cinema.

Si potrebbe fare nel mondo di oggi stravolto dai femminicidi un film del genere?

«E’ un film attualissimo, una storia senza tempo dove una donna in un mondo di uomini deve lottare per sopravvivere».

Ha costruito la carriera passo passo, uscita dalla finestra della moda, era entrata dalla porta del cinema.

«Infatti sono uscita da quel film diversa da come c’ero entrata».

Che idea si è fatta dei guaii giudiziari di Dèpardieu, con cui lei lavorò in Asterix & Obelix?

«Voglio parlare in generale, per quanto mi riguarda non mi sono mai trovata in una situazione che non potevo gestire, rispetto a tante colleghe è stata una fortuna».

Come arrivò a Malèna?

«Avevo girato uno spot con Tornatore, mi raccontò quella storia dicendo che voleva farla con me. Mi richiamò anni dopo mentre a Portorico giravo Under Suspicion. Le porte internazionali mi si aprirono con un film italiano».

All’epoca di Malèna ci disse che l’amore è un gioco strano, tutti abbandoniamo e tradiamo.

«Lo ricordo, dicevo che è l’amore è una danza dove si imparano i rapporti umani. L’amore è qualcosa difficile da spiegare, due anime adulte portano il loro vissuto».

E se si guarda indietro…

«Sono cambiata in certe cose e in altre no. Quando avevo 20, 30 anni ero sempre in viaggio con una valigia, tra un film e una promozione. Ti serve a capire chi sei, ti confronti col mondo».

Il cinema resta la sua priorità?

«No. È una passione sempre viva, mi permette di dar vita a delle curiosità, e non è così scontato. Magari cambia l’importanza delle cose. No, non è più la priorità: lo sono le mie due figlie, che spesso ascolto, parliamo di tante cose, delle differenze tra realtà e immagine, resto zitta perché da loro ho da imparare».

E dai giovani registi?

«Mi piace lavorare con i loro, insegnano tante cose, è uno scambio bello. Infatti a luglio giro per Giovanni Tortorici, poi il thriller Seven Doors e Histoire de la Nuit».

E un altro film con Tim Burton?

«E’ la persona con cui sto, lo rispetto tanto. Sto con l’uomo. E’ chiaro che in casa mia parliamo di cinema e arte, ho anche una figlia attrice».

Quando sui social dicono che Deva è raccomandata?

«Le cattiverie e i giudizi servono sempre».

La bellezza salverà un mondo sconvolto dalle guerre?

«Ce ne sono tante di cui non si parla affatto. Tutto triste e tremendo. Rita Levi Montalcini diceva che l’uomo è pericoloso per sé stesso, la nostra parte emotiva non è in grado di controllare la nostra intelligenza».

In che fase della vita è?

«Mi sento una persona prima di tutto, che ringrazia di essere ancora qua e di fare un lavoro che mi piace, di cui parlo come una comédienne, una commediante».

Lei si sente una diva?

«Hol etto che Catherine Deneuve ha detto di non esserlo: per me lo è. Io non mi sento una diva. Ma è il pubblico a decidere chi sei».

C’è un ruolo che vorrebbe fare?

«Mi piace quando arrivano le cose che non so, è la bellezza del mio lavoro».

14 giugno 2025 ( modifica il 14 giugno 2025 | 21:56)

Adblock test (Why?)