In Italia la concentrazione della ricchezza continua a crescere in modo preoccupante, segnando un divario sempre più netto tra pochi fortunati e la maggioranza della popolazione. Oggi, il 5% più abbiente detiene quasi la metà della ricchezza nazionale, precisamente il 47,7%, una percentuale che supera di oltre venti punti quella posseduta dal 90% più povero degli italiani. Questo dato, certificato da Oxfam, riflette una tendenza che si sta rafforzando, con i grandi patrimoni che aumentano soprattutto grazie alle eredità e ai rendimenti finanziari più elevati.
Secondo il recente Global Wealth Report 2025 di UBS, l'Italia si posiziona al 23° posto su 56 paesi per ricchezza media pro capite, con un incremento reale del 3,8% nel 2024. Tuttavia, la crescita mediana è ancora più significativa, attestandosi al 15%, collocando il nostro paese al sesto posto mondiale in questo parametro. Attualmente, gli italiani milionari sono circa 1,3 milioni, mentre i miliardari, che sono 71, hanno visto i loro patrimoni complessivi aumentare di oltre 61 miliardi di euro in un solo anno, una cifra che equivale a circa 166 milioni al giorno.
Un dato che colpisce particolarmente è che quasi due terzi della ricchezza accumulata dai miliardari italiani deriva da eredità, una percentuale molto più alta rispetto alla media globale, che si attesta intorno al 36%. UBS prevede che nei prossimi 20-30 anni in Italia verranno trasferiti tra le famiglie benestanti più di 2.300 miliardi di euro, una somma che rappresenta oltre un quinto del patrimonio privato totale del paese. Questo massiccio passaggio generazionale rischia di accentuare ulteriormente le disuguaglianze economiche, consolidando il potere finanziario di pochi a discapito della maggioranza.
A livello globale, il numero di miliardari ha raggiunto quota 2.891 alla fine del 2024, in un contesto di crescita della ricchezza mondiale del 4,6% in dollari. Il Nord America guida la classifica per ricchezza media pro capite, con oltre 593 mila dollari, seguito da Oceania ed Europa occidentale. Le Americhe hanno contribuito per oltre l'11% all'aumento globale della ricchezza, mentre l'Europa ha registrato una crescita molto più contenuta, solo dello 0,5%, con alcuni paesi che addirittura hanno visto una diminuzione.
Questi dati non solo raccontano una realtà economica, ma alimentano anche il dibattito sulle politiche fiscali e sulle misure necessarie per contenere le disparità. In Italia, dove la ricchezza si eredita più che in altre parti del mondo, si apre una sfida sociale ed economica cruciale: come garantire maggiore equità senza soffocare l'iniziativa privata? Nel frattempo, il fenomeno delle grandi eredità continua a essere al centro di gossip e curiosità, con molte famiglie influenti che pianificano strategie per preservare e ampliare i loro patrimoni, spesso coinvolgendo consulenti finanziari di alto livello e studi legali specializzati