Il rigore alla cinese: Xi Jinping e la nuova era della frugalità per i politici

La Cina di Xi Jinping non è più disposta a tollerare sprechi e sregolatezze tra i suoi funzionari. Dopo un episodio che ha fatto scalpore, il Partito Comunista Cinese ha deciso di stringere ulteriormente le regole di comportamento per i suoi esponenti, imponendo una frugalità quasi monastica, che sembra più una dieta ferrea che un semplice codice etico.

baijiu
Influencer muore dopo aver trasmesso in diretta streaming mentre beveva bottiglie di Baijiu, il liquore cinese

L’episodio che ha fatto scattare l’allarme risale allo scorso marzo a Xinyang, una città del Henan, dove durante una riunione dedicata proprio a insegnare la parsimonia ai funzionari, cinque di loro hanno deciso di fare il contrario: hanno accompagnato il pranzo con ben quattro bottiglie di baijiu, il celebre distillato cinese che può arrivare fino al 60% di alcol. Il risultato? Uno è morto per eccesso di bevuta, mentre gli altri quattro hanno cercato di insabbiare la faccenda pagando i familiari della vittima e negando tutto ai superiori. Ma la Cina non perdona facilmente queste scappatelle: i colpevoli sono stati puniti severamente, con qualche espulsione dal Partito.

Da allora, il regime ha aggiornato il suo “codice degli otto punti”, in vigore dal 2013, con nuove regole ancora più rigide. Xi Jinping, che da sempre fa della sobrietà un suo cavallo di battaglia, ha voluto mandare un messaggio chiaro: basta sprechi, basta privilegi, basta feste esagerate.

Le nuove norme vietano l’uso di veicoli governativi per spostamenti privati, le scommesse all’estero e le sontuose cene di benvenuto o addio negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie. Inoltre, è severamente sconsigliato spendere soldi pubblici per lavori di ristrutturazione inutili, mascherati da “riparazioni ordinarie”. Insomma, niente più scuse per approfittare della posizione di potere.

Il controllo è serrato: solo nel 2024, più di 300 mila persone sono state punite per violazioni di queste regole. La Cina, alle prese con una congiuntura economica non facile, vuole evitare che i suoi funzionari si comportino come se fossero in un banchetto imperiale mentre il Paese cerca di rimettersi in piedi.

Un dettaglio curioso è proprio il baijiu, quella bevanda alcolica che ha fatto da protagonista involontaria della vicenda. Il baijiu è il distillato più consumato al mondo, ma anche uno dei più forti, e in Cina è spesso simbolo di convivialità e potere. Il fatto che proprio durante una lezione sulla parsimonia si siano scolati quattro bottiglie di questo liquido ha un che di tragicomico, quasi da film: un mix di ipocrisia e sregolatezza che Xi Jinping ha voluto stroncare sul nascere.

Questa stretta sulla frugalità fa parte di una strategia più ampia che il leader cinese porta avanti da anni, volta a combattere la corruzione e a migliorare l’immagine del Partito Comunista agli occhi della popolazione. In un Paese dove il divario sociale è ancora enorme e dove la fiducia nelle istituzioni può vacillare, il messaggio è chiaro: chi detiene il potere deve dare l’esempio, non vivere come un re.

Inoltre, questa politica di austerità si inserisce in un contesto economico delicato. La Cina sta affrontando sfide interne ed esterne, dalla crescita rallentata alle tensioni commerciali internazionali. Ridurre gli sprechi interni e promuovere una gestione più sobria delle risorse pubbliche è quindi anche una mossa pragmatica per sostenere la stabilità economica.

Non mancano però le critiche: alcuni osservatori internazionali vedono in queste misure un modo per controllare più rigidamente i funzionari e limitare le loro libertà, più che un reale sforzo di trasparenza. Altri sottolineano che la frugalità imposta dall’alto rischia di diventare un esercizio di facciata, senza cambiare davvero la cultura politica cinese.

Comunque sia, l’immagine del funzionario cinese che si fa beccare con quattro bottiglie di baijiu in una riunione sulla parsimonia è destinata a diventare un simbolo di questa nuova era di rigore. E chissà che, in futuro, non vedremo anche qualche meme ironico circolare tra i corridoi del Partito.