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Finito il Festival di Taormina con tante star comincia per lei il Filming Italy Sardegna a Forte Village. «Gli attori americani si fidano di me, ho fatto tutto da sola, l'invidia non so cosa sia, sono nata a Pozzuoli come Sophia Loren»
DAL NOSTRO INVIATO
CAGLIARI E’ nata a Pozzuoli, come Sophia Loren, ricorda lei. Tiziana Rocca, 57 anni, è la regina dell’estate cinematografica. Finito il Festival di Taormina, rieccola come direttrice, dal 19 al 22, del Filming Italy Sardegna di Forte Village. Con un altro «decalogo» di attori più lungo delle conquiste di Don Giovanni. Gia Coppola regista di The Last Showgirl, Soderberg, Alex Wolff, Andy Serkis del Signore degli Anelli, , Simon Baker della serie The Mentalist, Pif, Giovanni Veronesi, Raoul Bova con la moglie Rocio Munoz Morales, Franco Nero, Claudia Gerini che non manca un'edizione e sono otto, Micaela Ramazzotti, Alec Baldwin, Castellitto, Gabriele Mainetti, Anna Oxa e Lola Ponce cantano, Martina Stella madrina.
Due festival, uno attaccato all’altro. Nessuno si è ripreso dalla sbornia di Taormina che… «Lì avevo date obbligate, era una sfida tornarvi dopo otto anni. Il primo obiettivo, riempire il Teatro antico che negli anni passati era vuoto. Amo e sono riamata da quel territorio, ho attivato un contatto umano tra le star e la gente, per Henry Cavill hanno portato foto di quando erano bambini al tempo di Superman e oggi sono adulti. A Michael Douglas ho organizzato una partita di golf con Dennis Quaid al mattino presto; Deneuve s’è raccontata senza peli sulla lingua, devi accettarla com’è; Martin Scorsese che è di origine siciliana non era mai stato a Taormina, s’è commosso e ha parlato per 1’ora e 30 (Monica Bellucci per 16 minuti, ndr). La presidente di Cannes Iris Knobloch mi ha supportato da donna a donna, sono stata la prima a dirigere un festival in Europa.La invidia? Non so cos’è».
Tiziana si porta dietro il passato da comunicatrice. Lo dicono in tanti, si sta preparando alla presidenza dei David? «Non ci penso, non è il mio obiettivo». Invisa a una certa sinistra, dice: «Sono una professionista al di là delle parti». La manager più alta (1 e 81) e la più determinata: «Sono il punto di riferimento dei talent internazionali in Italia, ci sono i film, non faccio solo sfilate di star».
Dopo il miracolo di Taormina, checché ne dicano i suoi denigratori («l’ho preparato in tre mesi»), Cagliari è figlio di un dio minore? «No, è un format diverso. A Taormina alterno sacro e profano, Hollywood e attori nazionalpopolari; in Sardegna aiuto le donne (i corti delle registe vengono premiati a Venezia con denaro destinato al prossimo progetto), promuovo corsi gratuiti a 21 scuole e università per studenti di cinema che non hanno possibilità. Cagliari non è da meno. Ho fatto tutto da sola, ci si mette anni a guadagnare credibilità in USA, ora c’è il passa parola, ho una rassegna a Los Angeles e si fidano. Michael Douglas s’è ricordato di quando, per suo padre Kirk ,organizzai a Roma un evento dopo che vinse alla Berlinale, si mise anche a cantare e al telefono mi passò lui, Michael. Richard Gere è un amico, mi manda ospiti importanti». Valerio Cappelli