Un giovane norvegese di 21 anni, Mads Mikkelsen, ha vissuto un'esperienza da incubo all'aeroporto di Newark, nel New Jersey, quando gli è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti dopo un controllo particolarmente invasivo da parte degli agenti dell'immigrazione. Secondo il suo racconto, pubblicato dai principali media norvegesi, tutto sarebbe iniziato con una serie di domande sospette e una perquisizione che lo ha portato a sentirsi trattato come un criminale. Mikkelsen ha raccontato di essere stato circondato da diverse guardie armate, costretto a togliersi le scarpe, a consegnare il telefono e lo zaino, e a subire domande su traffico di droga e terrorismo, senza alcun motivo apparente.
Il vero colpo di scena è arrivato quando gli agenti hanno trovato nel suo cellulare un meme che raffigurava il vicepresidente americano JD Vance con la testa calva e un aspetto buffo. Il meme, diventato virale dopo le recenti tensioni politiche tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, sembrava essere la prova che avrebbe scatenato la reazione degli agenti. Mikkelsen ha dichiarato di aver spiegato che la foto era solo uno scherzo, ma ciò non è bastato a evitargli un trattamento umiliante: è stato perquisito, gli sono state prese le impronte digitali e addirittura un campione di sangue, prima di essere rispedito in Norvegia lo stesso giorno.
Tuttavia, la versione ufficiale delle autorità americane è ben diversa: la US Customs and Border Protection ha smentito che il motivo del respingimento fosse il meme, sostenendo invece che Mikkelsen avrebbe ammesso un precedente uso di droghe, circostanza che negli Stati Uniti può effettivamente portare al diniego dell'ingresso per motivi di sicurezza nazionale. Non è la prima volta che casi simili scatenano polemiche: nel 2024, oltre 44.000 persone sono state arrestate al confine tra Messico e USA, segno di un clima sempre più teso e di controlli sempre più severi.
Il caso di Mikkelsen ha acceso i riflettori anche sull'invadenza dei controlli digitali: oggi chi viaggia negli Stati Uniti deve essere pronto a consegnare non solo il telefono, ma anche password e accesso ai social network, una pratica che molti considerano una violazione della privacy. Nel frattempo, la cultura dei meme continua a influenzare la politica americana: la "memability" dei politici è diventata un vero e proprio fenomeno, con Kamala Harris e Donald Trump che si sfidano anche a colpi di ironia virale sui social.
Mentre Mikkelsen si dice ancora scioccato dall'accaduto e racconta di aver semplicemente voluto visitare amici a New York e Austin, la vicenda resta avvolta nel mistero tra versioni contrastanti, statistiche sull'immigrazione record e una società americana sempre più attenta – e diffidente – verso tutto ciò che arriva dall'estero.