Un padre albanese, mantenuto dallo spaccio di droga, è stato condannato a cinque anni di carcere dal tribunale di Savona per aver maltrattato la figlia minorenne, imponendole regole rigide e violente per impedirle di vivere come un'adolescente occidentale. La ragazza, 15 anni all'epoca dei fatti, subiva botte, minacce e persino ustioni da sigaretta per aver osato vestirsi o comportarsi "in modo inappropriato" secondo il padre, che proibiva anche amicizie maschili. Le violenze non risparmiavano nemmeno la madre, ritenuta "non abbastanza severa" nell'educazione della figlia.
Il caso, avvenuto ad Albenga fino al 2023, è emerso grazie al coraggio della giovane che, dopo aver scappato di casa portando con sé alcuni vestiti, si è rifugiata dal fidanzato e ha raccontato tutto ai carabinieri. Il ragazzo e la sua famiglia hanno notato lividi e ferite, tra cui una bruciatura da sigaretta sul braccio, e hanno denunciato la situazione. Nel corso delle indagini è stato scoperto che il padre nascondeva cocaina, denaro contante e anche una pistola finta in casa, circostanze che hanno aggravato la sua posizione giudiziaria.
La sentenza ha sospeso per dieci anni la responsabilità genitoriale dell'uomo sulla figlia e ha disposto un risarcimento provvisionale di 10.000 euro a favore della ragazza, che ora si trova in una comunità protetta. La vicenda mette in luce un dramma familiare di violenza domestica e controllo culturale estremo, con una giovane vittima che ha trovato la forza di denunciare e uscire da un incubo fatto di paura e soprusi