Tra una missione su una barca di pescatori e una festa patronale, ci accompagna alla scoperta delle meraviglie dei nostri mari

Beppe Convertini è salpato su Rai1 con la nuova edizione del suo "Azzurro - Storie di mare". E tra una missione su una barca di pescatori e una festa patronale, ci accompagna alla scoperta delle tradizioni e delle meraviglie dei nostri mari. «Ma non ci limitiamo a mostrarne la bellezza: cerchiamo di spiegare come tutelarlo e preservarlo per i nostri figli e nipoti. Questo anche grazie al lavoro di vigilanza costante svolto dalla Guardia costiera, dalla Polizia, dal WWF e da tutte le associazioni impegnate nella salvaguardia dell’ambiente marino. Le sentinelle più preziose, però, restano i pescatori. Per loro il mare non è solo un mondo affascinante, ma anche una fonte di sostentamento» dice il conduttore.
C’è una storia di quest’anno che l’ha commossa in modo particolare?
«Sì, quella di una famiglia di pescatori: il nonno, il padre, il figlio, il nipote. Una vera dinastia del mare. Il nonno ha avuto tredici figli, di cui nove maschi e tutti e nove sono diventati pescatori. È un mestiere durissimo, faticoso, che negli anni è cambiato molto. Il mare è meno pescoso, la temperatura dell’acqua si è alzata e sono arrivate le cosiddette “specie aliene”, che minacciano quelle locali. Ma quella che raccontiamo è anche una storia di sentimenti, a terra li aspetta il calore di una grande famiglia, si ritrovano in tavolate da trenta, quaranta persone, con le mogli che a turno cucinano per tutti».
Quale mestiere antico legato al mare ha scoperto e l’ha affascinata di più?
«Quello del rais, il capo pescatore che un tempo gestiva le tonnare. Sono storie intense, forti, appassionate, che ci parlano di un’Italia marinara che sta scomparendo, ma che merita di essere ricordata e onorata».
Giocando col titolo del programma, se dico azzurro, che canzone le viene in mente? E non vale Celentano!
«"Di sole e d’azzurro" cantata da una strepitosa Giorgia».
E se parliamo degli Azzurri?
«La mia memoria corre ai Mondiali dell’82 quando avevo undici anni e l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini inneggiava fiero alla vittoria. È stata un’emozione incredibile. Quando vedi giocare la Nazionale, ti senti ancora più italiano».
Azzurro è anche il colore della malinconia...
«Allora penso a quando riuscivamo ad andare al mare tutti insieme: papà, mamma, io e le mie sorelle. Di solito andavamo a Savelletri, in Puglia, in una sorta di spiaggia libera, semplice ma piena di gioia. Erano giornate rare e preziose, perché appena finita la scuola, andavo subito a lavorare come garzone di bottega. Per questo quei pochi momenti di mare in famiglia mi sono rimasti nel cuore».
Mare calmo turchese o mare aperto blu profondo?
«Aperto, blu profondo tutta la vita…».
Tornando al programma, cosa ci riservano le prossime puntate?
«Andremo in Calabria per esplorare la riserva marina di Capo Rizzuto, con i suoi fondali trasparenti e le sue specie protette. A Le Castella, sempre in Calabria, vedremo il Castello Aragonese. Quindi navigheremo verso la Puglia e poi toccheremo il Lazio, le Marche, l’Abruzzo, la Toscana e la Liguria».