Un pluridecorato colonnello dell'esercito americano, Richard Cantwell (Liev Schreiber), di 51 anni, faccia da mastino e "morte cucita addosso"; una contessina, Renata Contarini (Matilda De Angelis), giovane, indolente e inquieta; una Venezia ancora più crepuscolare del solito e infine, come collante, l'ultimo romanzo testamento di Ernest Hemingway: 'Di là dal fiume e tra gli alberi'. Ecco l'esplosiva miscela di questo film omonimo di Paula Ortiz girato nel 2022 che, per imperscrutabili logiche di mercato, arriva immeritatamente in sala solo ora con Pfa Films in collaborazione con L'Altro film, mentre negli Usa da tempo è visibile in streaming su Prime Video e Apple TV+.
In questo dramma romantico e crepuscolare, l'eroico colonnello dell'esercito americano Richard Cantwell non solo è profondamente malato, ma anche perseguitato da un passato che gli ha strappato ogni felicità, anima e famiglia. Un viaggio terminale, il suo, in una Venezia spettrale (il film è stato girato durante il Covid), alla ricerca di un passato con cui deve fare ancora i conti. Ma in questa città incontra la giovane e seducente contessa Renata che vive nel suo palazzo nobiliare insieme alla madre (Laura Morante). Richard e Renata solo per poco tempo si sfiorano, si frequentano, ma il cuore del colonnello è troppo in inverno e tormentato da fantasmi.
In questa storia, come capita sempre, c'è anche tanto della vita dell'autore di 'Addio alle armi'. Intanto il 26 luglio 1944, in Normandia, Hemingway conobbe il colonnello Charles T. Lanham, comandante del 22º Reggimento di fanteria della 4ª Divisione che sarebbe diventato il modello per il personaggio del colonnello Cantwell. Nell'autunno del 1948 poi lo scrittore cinquantenne, mentre soggiornava a San Gaetano di Caorle per la caccia alle anatre (un tema ricorrente anche nel film), incontrò la nobile diciottenne Adriana Ivancich, di origine dalmata, nata a Venezia nel 1930 (e che morì suicida nel 1983). Nella primavera successiva, lo scrittore si recò poi a Venezia, rivide la ragazza e ne approfondì la conoscenza: nei mesi seguenti i due intrattennero una fitta corrispondenza mentre Hemingway continuava a lavorare al romanzo.
Va detto che nel film la regista Paula Ortiz sembra applicare in pieno la cosiddetta 'teoria dell'iceberg' di Hemingway , ovvero un principio di omissione secondo il quale, quando si scrive, è sbagliato dire tutto. E questo perché bisognerebbe lasciare che il lettore intuisca e percepisca anche quello che non è scritto. È proprio da questo "non detto", da questo alludere, che nasce il fascino di una narrazione. Nel cast del film, girato interamente a Venezia e nel Veneto e prodotto da Tribune Picture, anche Danny Huston, Massimo Popolizio, Maurizio Lombardi e Sabrina Impacciatore.
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