500+ Canali TV

«La fascia oraria “access” è la nuova prima serata degli italiani e merita un’edizione in grande stile con grafiche eleganti e musica dal vivo» dice

Giusy Cascio 17 Luglio 2025 alle 08:00

«La Ruota gira. Caspita, se gira!» dice Gerry Scotti. Saluto, ammonimento, augurio: è il suo modo di dire ogni sera su Canale 5. Sì, perché da lunedì 14 luglio, dopo il successo ottenuto lo scorso anno nella fascia preserale, “La Ruota della Fortuna” adesso va in onda nell’access prime time: alle 20.40, dopo il Tg5. Con parecchie novità.

Gerry, un cambiamento importante.
«Beh, ci sono tutti i “sapori” della Ruota che conosciamo, con i suoi 24 spicchi colorati e il Tabellone con le sue frasi nascoste. Ma andare in onda in access, dopo il Tg5 della sera, che è la nuova prima serata degli italiani, richiedeva una nuova veste grafica. E, a Sorrisi posso dirlo, per l’occasione il mio Editore mi ha fatto un regalo stupendo: lo studio più bello della mia vita. Con il pubblico davanti e dietro, è diventata davvero la Ruota delle Meraviglie, come recita il titolo del gioco finale».

Poi c’è anche la band.
«Sì, che accompagna con la musica dal vivo il mio ingresso, gli stacchetti di Samira, alcuni passaggi del gioco e la manche musicale. C’era la band anche a “Passaparola”, ricordate? Poi però in tutti questi anni non ne avevo avuto bisogno, neanche a “Caduta libera”: bastavano i riferimenti musicali mandati dalla regia. Ma ora, in questa edizione in access, era necessaria: dà un notevole arricchimento e fa molto “estate”, trasmette allegria».

“La Ruota della Fortuna” andrà in onda tutta l’estate. E poi?
«Tutta l’estate certamente, se l’estate finisce come da calendario il 23 settembre, con l’equinozio. E anche un pizzico di autunno. Nella prossima stagione, poi, in prima serata tornerà anche il mio “Milionario”, in un’edizione Torneo, rinnovata. All’inizio pensavamo di mandarlo in onda d’estate, ma il “Milionario” è come una partita a poker: ha bisogno di buio, adrenalina, tensione. La “Ruota” è certamente più adatta a questa stagione, perché è allegra e colorata».

Si è evoluto anche il gioco finale dello show. Perché?
«Sì, prima c’era il “Vediamo se troviamo la macchina” e poi, tru tru tru (Gerry imita il rumore del giro della Ruota, ndr), capitava che ti beccavi magari 5.000 euro. Adesso è diventato più meritorio. Le frasi del Tabellone da indovinare ora sono non una ma tre. E in un minuto! Quindi bisogna essere davvero bravi: a ogni frase risolta, c’è una busta assegnata. I più bravi possono aprirne fino a tre».

Buste ricche?
«C’è la possibilità di vincere fino a 200 mila euro. Ma se nella prima busta trovi 10 mila euro che si fa, si va avanti? Sono cifre importanti. Bisogna riflettere e in genere i miei concorrenti sono cauti, rischiano poco. Non sai mai cosa capita se la fortuna gira... Si sa, la Ruota dà e la Ruota toglie».

Per lei la Ruota quando è girata davvero?
«Quando ho accettato di passare dal Gerry Scotti voce radiofonica e conduttore di DeeJay Television e del Festivalbar al Gerry Scotti “formato famiglia”, nazional-popolare, lo “zio Gerry”. Allora sembrava un azzardo, ma il lavoro di questi 40 anni dimostra che alla fine è stata la vera svolta».

L’incontro più fortunato della sua carriera?
«Se devo dare a Cesare quel che è di Cesare, dico Claudio Cecchetto. Lui è stato il primo che mi ha detto: “Tu sai fare la tv, e bene”».

E nella vita?
«Sono due le persone a cui devo dire grazie: i miei genitori, che non ci sono più. Perché mi hanno aiutato e sostenuto sempre nelle mie scelte e mi hanno dato i valori che ho e che non voglio sbandierare, me li tengo in saccoccia».

Non le piacciono quelli che fanno la ruota, come i pavoni?
«Esatto, non mi stanno simpatici».

Invece quelli che parlano “a ruota”?
«Loro vanno bene, purché non straparlino (ride)».

Andiamo alle ruote sui motori: è più tipo da due o da quattro ruote?
«Sarei da due: quando ho pubblicato il mio primo motorino Ciao sui social, mezzo milione di visualizzazioni... le due ruote sono il simbolo della libertà, per me».

Allora perché ha usato quel condizionale, «Sarei»?
«Perché poi c’è il rischio, i pericoli in strada col traffico di Milano, le buche... E se prendi vento e ti viene il mal di gola, dopo non puoi parlare bene in tv. Quindi finisce che per gli spostamenti uso la macchina».

Se le si dovesse forare una ruota dell’auto, sarebbe in grado di cambiarla?
«A memoria d’uomo mi è capitato 10 anni fa l’ultima volta e, cric in mano, me la sono cavata. Ma adesso le vetture sono così complicate che forse dovrei chiamare il carro attrezzi».

Bisogna sempre avere una ruota di scorta, comunque.
«In auto, ma pure nella vita. Il famoso “piano B”».

Lei ce l’ha?
«Non mi sono mai posto il problema, perché ho lavorato sempre con passione, ma il 7 agosto compirò 69 anni. Quando si tratterà di smettere, non so, magari farò un giro d’Italia su due ruote, chissà. Però lo so già: ci prenderei gusto e diventerebbe un programma televisivo».

“Faber est quisque suae fortunae” dicevano i latini: “Ciascuno è artefice della propria fortuna”. Concorda, o secondo lei più delle capacità conta il destino?
«50 e 50 per cento. Il destino ti dà l’opportunità di fare determinate scelte, ma poi occorre sapersi meritare e conservare ciò che si costruisce. Nel mio caso e in quello di Carlo Conti, Maria De Filippi, Paolo Bonolis non parliamo più di colpi di fortuna».

La fortuna più grande che si possa avere qual è?
«La salute, non ho dubbi. Più vai avanti con l’età, più capisci che è una fortuna vera».

La saggezza di nonno Gerry... A proposito, farà un po’ di vacanze con i suoi nipoti, Virginia e Pietro, in questa lunga estate di lavoro?
«I miei nipotini sono già stati in Liguria, all’Isola d’Elba e adesso andranno in montagna. Quando posso, vado a trovarli, ma sono vacanze “mordi e fuggi”».

Ed è in arrivo il terzo nipotino.
«Sì, una grande gioia. Mio figlio Edoardo e sua moglie non mi hanno voluto dire se sarà un maschio o una femmina. Vogliono lasciarmi la sorpresa».

500+ Canali TV