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di Luigi Radassao

Il vocalist di Chicago al Lazzaretto con il quartetto degli Yellowjackets

Quattro anni fa lo si attendeva al Teatro Donizetti per la 42esima edizione di Bergamo Jazz, ma le recrudescenze del Covid, nella sua variante Delta, all’ultimo minuto avevano sconsigliato Kurt Elling dall’intraprendere la trasferta dagli Stati Uniti. Quest’anno, invece, la ritrovata variante estiva della rassegna porterà giovedì 10 luglio il vocalist di Chicago sul palcoscenico del Lazzaretto, accompagnato per l’occasione dal quartetto degli Yellowjackets.

«Celebrate Weather Report» è il titolo dello spettacolo, un omaggio al più iconico dei gruppi fusion degli anni Settanta, fondato dal sassofonista Wayne Shorter, dal tastierista Joe Zawinul e dal contrabbassista Miroslav Vitous sull’onda della rivoluzionaria svolta elettrica di Miles Davis. Voce baritonale dall’estensione fuori dal comune, un’intonazione impeccabile, a cinquantasette anni Kurt Elling può vantare la vittoria di due Grammy Award e numerosi riconoscimenti della stampa e della critica internazionali, che lo ha definito il migliore crooner in circolazione, una specie di Frank Sinatra con i superpoteri. Ma il termine crooner va certamente stretto a questo cantante, che non ha mai cessato di cercare nuovi stimoli musicali e ha sempre messo le sue incredibili doti tecniche al servizio della creatività. Creatività che in questo caso sposa la musica dei Weather Report nel loro periodo di maggiore notorietà, gli anni in cui l’ingresso di Jaco Pastorius e Peter Erskine portarono alla band la fama tributata di solito alle rock star.
Per gli appassionati, alcuni brani sono quasi successi da hit-parade — quali Elegant People, Black Market o A remark you made — diventati col tempo degli standard jazzistici, e vengono rivisitati da Elling alla luce del suo inconfondibile scat, elegante e funambolico insieme, e della sua maestria nello scrivere nuove liriche. Dote, quest’ultima, influenzata dai grandi Mark Murphy e Jon Hendricks e coltivata, sin dall’inizio della carriera, lungo una ventina di dischi che hanno dato parola a brani di Miles Davis, Herbie Hancock, Don Grolnick, King Crimson, Pat Metheny, John Coltrane, Wayne Shorter, ma anche ad assoli di Charlie Haden o Dexter Gordon. Frutto di un autentico amore per il linguaggio e per la poesia, quella di Rainer Maria Rilke in particolare, della passione per la politica e le istanze sociali e di un’elettiva affinità narrativa.

«Trovare le parole per la musica è simile al lavoro di un coreografo», raccontava qualche anno fa Kurt Elling a Jazz Magazine. A sostenere la musica delle sue coreografie verbali, giovedì sera, penseranno gli Yellowjackets, storico fusion-ensemble la cui line-up schiera il tastierista Russell Ferrante, il sassofonista Bob Mintzer, il batterista William Kennedy, membri fondatori, e il nuovo arrivato bassista Dane Alderson.
La rassegna estiva di Bergamo Jazz si concluderà venerdì 18 luglio con il quintetto di Herbie Hancock.

Ore 21.30, ingresso 40-25 euro.

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8 luglio 2025

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