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La quarta puntata dello show comico di Tv8 si riconferma eccezionale, nonostante lo special guest Frank Matano. Francesco De Carlo canta l'inno del precariato, Ferrario e Tinti regalano parodia dei podcast 'tristi', mentre Caressa fa la telecronaca di un primo appuntamento
Caressa e De Carlo, la telecronaca di un primo appuntamento: 8
Tra le cose di cui non sapevamo di avere estremo bisogno, ecco arrivare a 'In&Out', come un regalo che alle volte la vita concede, Fabio Caressa insieme a Francesco De Carlo, impegnati nella telecronaca di un primo appuntamento. Quello di Roberto e Brigitte, all'ipotetico ristorante 'Non solo Ramen' di Cesano Romano. "Il cameriere versa il vino, dando inizio alle prime ostilità", riporta Caressa, commentando ogni azione come fosse di fronte a una partita di calcio. Non manca, a bordo tavolo, 'il commento del venditore di rose Nadir' a impreziosire lo sketch, riconsegnandone tutta l'adrenalina ormonale. Roberto, purtroppo, marca male: "Ma no, cosa fa?! Sta parlando della sua ex?! Una brutta scivolata, scene che non vorremmo mai vedere in queste situazioni". Poi il ragazzo recupera, prestando ascolto a ciò che dice Brigitte. Purtroppo, l'incanto dura poco perché, proprio nel mentre, gli scappa un fragorosissimo rutto in faccia all'agognata possibile partner. Lei, colpo di scena, la prende bene e, anzi, ingaggia col malnato una gara di 'digestione'. Sbattuti fuori dal locale, trionfa l'amore. Dopo lo splendido (e feroce) 'Money Road', un altro goal per Fabio Caressa. Chi non vorrebbe sentire una telecronaca della propria vita dalla sua voce incalzante, mente. Riuscirebbe a rendere competitiva pure la prima colazione, proprio come succedeva nel reality delle tentazioni, da lui mefistofelicamente condotto su Sky. Giusto a proposito, un interrogativo s'impone: chissà quanto avranno sperperato Roberto e Brigitte del montepremi finale con questa cena...
Matano sembra Pieraccioni (ma non è proprio un 'Ciclone'): voto 5
Special guest di ritorno, Frank Matano. Il ragazzino che iniziò la sua carriera petando su YouTube, oggi è cresciuto digi-evolvendo fisicamente in Leonardo Pieraccioni. Oramai sono quasi due gocce d'acqua e a risentirne è anche la verve comica del nostro che pare provenire dagli anni Novanta, dai bei tempi andati de 'Il Ciclone'. Per quanto le sue 'freschissime' battute varrebbero come scene tagliate dal film. In mezzo a questi stand up comedian formidabili e 'cattivi', sembra davvero un pesce fuor d'acqua, o meglio: un brontosauro al museo. Il suo sketch, barzelletta 'immersiva' che riguarda un cane parlante, è perfetto per le pause pipì del gentile pubblico nel corso della trasmissione. Con tutta calma, visto che non finisce mai e gli vengono dedicate pure più riprese. Diventa quasi divertente nel contesto di 'Guess My Trauma' (parodia di 'Guess My Age', ndr) covata e condotta dal sempre geniale Edoardo Ferrario. Qui Matano rivela di aver bagnato il letto fino ai 14 anni d'età. Sarà vero oppure no? Per scoprirlo, non vi resta che recuperare la puntata su NowTv. No spoiler. Sempre che proprio ci teniate a saperlo.
Ferrario e Tinti, la parodia del podcast coi vip 'disgraziati': voto 8.5
Come mai molti podcast sembrano una seduta dallo psicologo? E perché il personaggio famoso intervistato finisce sempre per sciorinare, all'apice della mestizia, le peggiori sciagure della propria vita? Finalmente, abbiamo una risposta concreta. Edoardo Ferrario e Daniele Tinti, nei panni di ospite e conduttore, fanno il verso al seguitissimo podcast 'One More Time' di Luca Casadei, dove chiunque vada, ostenta lacrimevoli disgrazie. Questa puntata-parodia, però, marca malissimo: l'intervistato Ferrario ha avuto un'infanzia felice, è stato ludopatico ma vinceva sempre ingenti somme, addirittura mantiene ottimi rapporti con la ex moglie. Tinti-Casadei non se ne capacita e chiede una pausa. Nel break, un suo assistente di redazione (il comico Tommaso Faoro, tra gli autori di In&Out, ndr) trascina la madre dell'intervistato in studio - ma restando dietro le telecamere. Le punta una pistola alla tempia. 'Solo tu puoi salvarla', dice Tinti a Ferrario e la chiacchiera ricomincia da capo con la prima dichiarazione choc da parte del ravveduto ospite: "Io sinceramente penso di volermi togliere la vita". Parenti stretti minacciati di morte, ecco il segreto per un podcast 'emotivo' di successo!
De Carlo canta l'inno del precariato, Lundini quello di Gesù: voto 9
Sono due fuoriclasse. E i loro numeri musicali a 'In&Out' dovrebbero diventare almeno un disco dal vivo, oltre che fare incetta di stream, 'se così si può dire', su Spotify. Partiamo da Francesco De Carlo che, dopo aver trasformato 'Let it Be' dei Beatles in 'Non devi mandare le dick pic' già nella puntata d'esordio, ora tira fuori l'inno del precariato: "Per piacere, non pagateci in ritardo!". Un ritmo più trascinante dell'ansia per l'affitto, a un certo punto sta per dire 'cocaina', ma si corregge in extremis con 'caffeina'. È tutto così esilarante proprio perché ferocemente vero. C'è da pretenderlo a Sanremo. Stesso destino che auspichiamo per Valerio Lundini e la sua band, i VazzaNikki. In questa puntata regalano una chicca in musica dove il messia batte l'oroscopo tantissimi a zero: 'Molto meglio Gesù di Paolo Fox' - ma pure del mitologico oroscopo di Brezsny. Non deve avere senso, deve solo essere divertente. E lo è. Farebbe scompisciare perfino i burberi fratelli Gallagher - di cui Lundini è accanitissimo fan, ne siamo sicuri. Chi può, recapiti agli Oasis una demo dei VazzaNikki, grazie. Così, magari, non litigano davvero più.
Catuzzi è 'Giuseppa Garibalda', Giraud se la prende coi pianisti: 9
Due donne straordinarie. Così le definirebbe Giulia Vecchio nella sua celebre e chiacchieratissima parodia al 'GialappaShow'. Qui, però, siamo a 'In&out', dove la 'leonessa' Martina Catuzzi e 'la (non) Marisa Laurito' Michela Giraud divorano il palco come fosse un gigantesco e sfizioso babà - pur sempre una cosa seria. Catuzzi declama uno sgangherato inno femminista, dedicato a ogni donna che si senta - perché, ovvio, lo è di natura - 'forta, tosta, indipendenta, freccia tricolora, capitana, Giuseppa Garibalda!' quanto lei. Il monologo, nel giro di tre minuti, involve volutamente nel maschilismo più becero e irriverente. Almeno quanto le sue feroci prese di posizione: "Io sono favorevole all'aborto. Anche se non soprattutto dopo il parto, qualora il bambino dovesse nascere particolarmente brutto". Parimenti cintura nera di stand up comedy, Michela Giraud. Stavolta se la prende con 'quelli che suonano il pianoforte in aeroporto', a suo dire, 'i veri fascisti'. Un odio tanto insensato quanto esilarante che regala anche una descrizione capace di sfiorare la pura poesia: "Schifosi epigoni di un talento mai nato - e quindi malati di attenzione". Nemmeno Ungaretti, un ermetismo così feroce e incisivo. La definizione, tra l'altro, torna utilissima per svariate categorie di persone e personaggi. Dagli influencer alle soubrette d'antan che tuttora scalpitano per una seduta in tv fino a, ne siamo certi, diversi vostri colleghi in ufficio. O perfino parenti, in qualche caso. Catuzzi e Giraud migliori in campo all'interno dell'ennesima puntata già formidabile. Applause - rigorosamente al femminile!