La giovane Ela perde la testa per un uomo più grande di lei. Ma accade qualcosa di tragico...

Scordate il romanticismo e il tono melodrammatico tipico delle dizi, le soap turche. Quella che arriverà dal 12 luglio, nei pomeriggi del weekend di Canale 5, ha sì l’amore al centro, ma è un amore malato. Perché la serie “Innocence” ci propone una vicenda molto realistica, che affronta temi purtroppo attuali: i maltrattamenti, la violenza fisica e psicologica sulle donne. A “macchiarsene” è un uomo subdolo e narcisista, capace di manipolare e circuire le malcapitate che hanno la sfortuna di imbattersi nella sua strada. Una storia che non lascerà indifferente il pubblico, portandolo anzi a immedesimarsi sempre più nelle vicende, puntata dopo puntata, con una grande capacità di coinvolgimento.
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Protagonista è Ilker Ilgaz (Serkay Tutuncu), un affascinante uomo d’affari trentacinquenne che fa breccia nel cuore di Ela (Ilayda Alisan), studentessa universitaria diciottenne. La ragazza si innamora perdutamente di lui che, benché sia già fidanzato ufficialmente con Irem (Deniz Isin) fa credere alla giovane che si tratti solo di una ex amante che lo perseguita. I due iniziano una relazione, nonostante il parere sfavorevole della madre di Ela, Bahar (Deniz Cakir). Ma, improvvisamente, la situazione precipita: nel giorno del suo diciannovesimo compleanno la studentessa viene ritrovata in fin di vita. Tutti gli indizi portano a Ilker, la Polizia lo arresta e l’attenzione dei media si concentra su questo tragico fatto. Dal canto suo Bahar si impegna con tutte le sue forze perché la figlia ottenga giustizia in tribunale, intraprendendo una guerra feroce con la madre di Ilker, Hale (Hulya Avsar), che lo difende. Unico suo alleato è Harun (Mehmet Aslantug), il padre di Irem, che si oppone alla relazione tra la figlia e Ilker. Ma entrambi subiscono un duro colpo quando Ilker sposa Irem in prigione. Intanto Ela, dopo essere stata sottoposta a più interventi, esce dalla terapia intensiva con dei vuoti di memoria e non ricorda praticamente nulla della notte dell’aggressione. E questo gioca a favore di Ilker che, con abili manipolazioni, riesce a far superare alle due donne la loro rivalità e a convincerle a deporre in sua difesa. La credibilità di Ela quindi vacilla e la giovane diventa il bersaglio: attaccata ferocemente sui social, inizia a mettere in discussione la sua sanità mentale. Con un’unica persona sempre al suo fianco: la madre. Anche quando Ilker viene assolto e le vicende prendono una svolta sempre più pericolosa con pesanti rivelazioni del tutto inaspettate e sconvolgenti.
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La serie è stata girata in prevalenza a Istanbul, soprattutto a Cukurcuma, uno dei quartieri più affascinanti nel distretto di Beyoglu, famoso per i suoi rinomati negozi di antiquariato e i pittoreschi vicoli. E diverse scene sono state ambientate ad Atli Kosk, villa d’epoca di stampo ottomano con una vista spettacolare sul Bosforo dove ha vissuto il magnate e filantropo Sakip Sabanci, che è stata poi convertita in museo.
Per quanto riguarda il cast, invece, figurano nomi già conosciuti dal pubblico italiano. A partire da Serkay Tutuncu, che era il cuoco Ozan Dincer in “Mr. Wrong - Lezioni d’amore”, e Alaz, un giovane uomo che vive una relazione d’amore altalenante in “Dreams and realities - La forza dei sogni”. Già nota anche Kimya Gokce Aytac, l’ostinata Polen di “DayDreamer Le ali del sogno” e l’odiosa Irem nella serie “Mr. Wrong - Lezioni d’amore”. Qui l’attrice veste i panni di Asu, sorella di Ilker.
Per entrambi i protagonisti non è stato semplice calarsi nei reciproci ruoli. Ma questa soap ha rappresentato per loro anche una sfida di cui vanno orgogliosi: «Sarei molto felice se questa serie riuscisse a dare coraggio alle donne vittime di violenza che scelgono di tacere e non denunciare per paura del proprio carnefice ma anche dei giudizi dell’opinione pubblica» ha rivelato Ilayda Alisan. E ha aggiunto Serkay Tutuncu: «Quello di Ilker è stato il ruolo più difficile che ho interpretato finora. Come si fa a entrare in empatia con lui? E purtroppo la sua figura è estremamente realistica. Ma credo che abbiamo centrato l’obiettivo, mostrando quanto può essere oscura, ingannevole e ambigua la natura umana».