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Il rock and roll in fondo è magia… E allora… puff… eccoli lì, di nuovo sul palco insieme. Liam e Noel Gallagher, i fratelli coltelli del rock. «Non è un’esercitazione. Sta accadendo, Cardiff». Le scritte sui megaschermi del Principality Stadium scorrono su un carosello di reaction social e titoli di giornale che seguirono l’annuncio della reunion lo scorso anno.
È tutto vero allora. Allora la prima canzone non può che essere «Hello»: il saluto dopo 16 anni, anzi 5795 giorni come hanno calcolato i fan degli Oasis in astinenza. La reunion più attesa del secolo. E se vogliamo continuare a dare un significato alla scaletta, senza pensare che sia solo grande rock, ecco «Acquiesce», pezzo a due voci. Nel ritornello Noel canta «perché abbiamo bisogno uno dell’altro, perché crediamo l’uno nell’altro». Tutti fanno finta di non ricordarsi che proprio lui che l’ha scritta, quando gli chiesero se fosse riferita al rapporto col fratello disse: «Cazzate. Liam era ubriaco e non riusciva a cantare il ritornello in studio». Ciascuno dei 70 mila qui dentro ha bisogno di tutti gli altri, di sapere che quegli anni sono passati, che non torneranno, ma che per una notte si possono rivivere sogni e illusioni.
«Morning Glory» e «Some Might Say» partono dritte. Noel, in camicia di jeans, ha lo spettacolo in mano (oltre che una penna che ciao…). Liam se ne sta piantato davanti al microfono, un parka corto che è il suo marchio di fabbrica, braccia dietro la schiena e tamburello. Detta così sembra il ritratto di un umarell… Eppure è magnetico come pochi altri: prima di «Cigarettes & Alcohol» chiede che tutti gli diano le spalle abbracciandosi. Nessuno capisce perché, ma tutti obbediscono. Ecco cosa vuol dire essere un leader. Liam e Noel stanno distanti, c’è un contatto, quasi un mezzo abbraccio, ma, alla fine funzionano Insieme alla band con Andy Bell, Gem Archer, Paul «Bonehead Arthurs e Joey Waronker.
«Supersonic» è un missile di energia. Pausa per Liam e il fratello maggiore si prende il palco con le atmosfere più morbide di «Talk Tonight», «Half the World Away» e «Little By Little». In questi anni a Noel era toccato fare tutto da solo. Nel 2009 a Parigi la rottura. L’ennesima discussione, Liam aveva preso una chitarra in camerino, l’aveva fatta roteare sfiorando la faccia dell’altro. Che se ne era andato. Concerto saltato. Band sciolta. Da allora punzecchiature, indifferenza, veleno, insofferenza. E un buco lasciato nel rock. Il digiuno aveva lasciato così tanta voglia ai fan che all’apertura della biglietteria perle prime date fra Uk e Irlanda si sono riversate 10 milioni di richieste da 158 paesi per 900 mila tagliandi e prezzi, colpa del predatorio dynamic pricing, esplosi fino a 500 euri anche senza l’intervento dei bagarini. E poi altre date, adesso sono 41 in tutto da qui a fine novembre fra Nord e Sud America, Asia e Oceania. L’Europa arriverà probabilmente nell’estate 2026. Cardiff è presa d’assalto, 150 mila persone in due giorni. I treni da Londra sono carichi, gente da tutto il mondo, famiglie con figli che non erano nati quando gli Oasis si eriano sciolti, birre in valigia, magliette vintage e capello da pescatore.
Torna Liam e «Stand By Me» è un coro pieno di affetto e sudore. Quanto si salta in platea… «Live Forever» ha una dedica per Diego Jota, calciatore del Liverpool scomparso da poco. «Rock’n’Roll Star» porta ai bis che non fanno prigionieri: «Don’t Look Back in Anger», «Wonderwall» e «Champagne Supernova» sono inni generazionali anche senza cocaina.
Lo show è un tuffo negli anni 90, quelli della cool Britannia, della Londra centro del mondo: il rock che tornava in classifica con la sfida Blur-Oasis, Tony Blair che lanciava un nuovo modello di sinistra, Gordon Ramsay e gli chef star e non più cuochi da sunday roast, la letteratura pop di Nick Hornby e Irwine Welsh invadeva le librerie, Damien Hirst le aste d’arte. La spina dorsale del concerto sono i primi due album capolavoro: «Definitely Maybe» (1994) e «(What’s the Story) Morning Glory (1995, arriva in autunno l’edizione celebrativa)». Per una notte, alla faccia della Brexit e di Keir Starmer e dell’urban usa e getta, le rock

4 luglio 2025

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