In una tranquilla serata di luglio a Nettuno, un dramma familiare ha scosso la comunità locale. Un uomo di 33 anni ha tentato di uccidere i propri genitori colpendoli ripetutamente alla testa con un martello. L'episodio è avvenuto intorno alle 22:30 in un'abitazione della provincia di Roma, dove la famiglia si trovava riunita. Ancora ignote le ragioni che hanno scatenato la violenza, ma secondo le prime ricostruzioni, una discussione degenerata sarebbe stata il fattore scatenante.
Dopo l'aggressione, i genitori, rispettivamente di 73 e 72 anni, sono riusciti a fuggire rifugiandosi presso alcuni vicini di casa, mentre il figlio si dava alla fuga. La chiamata al 112 ha permesso l'intervento tempestivo dei soccorsi: il padre ha riportato ferite gravi, con una prognosi di circa quaranta giorni, mentre la madre ha subito lesioni alla testa e a un braccio, con una guarigione stimata in un mese. I medici dell'ospedale locale hanno confermato che, nonostante la gravità, le condizioni dei due anziani non sono in pericolo di vita.
Le forze dell'ordine, intervenute sul luogo, hanno trovato l'arma del delitto, un martello, abbandonato nel giardino della casa. Dopo alcune ore di ricerche, il 33enne si è presentato spontaneamente in caserma confessando l'accaduto. Attualmente è detenuto nel carcere di Velletri, in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire il movente di questo gesto estremo, che ha lasciato sgomenta l'intera comunità.
Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di crescente violenza domestica in Italia: secondo l'ISTAT, nel 2024 si sono registrati oltre 90.000 casi di violenza familiare, con un aumento del 12% rispetto all'anno precedente. Episodi come questo, seppur rari, evidenziano la necessità di interventi più efficaci per prevenire tragedie simili