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di Stefano Landi

Compie 30 anni il disco icona della band di Billy Corgan. Oggi, nell’era degli streaming, probabilmente lo butterebbero nel cestino

A 18 anni la musica suona tutta importante. Poi le curve della storia, i mulini delle mode, la rumba delle radio accartocciano praticamente ogni cosa. Per questo è bello aver avuto 18 anni quando usciva Mellon Collie and the Infinite Sadness, testamento musicale degli Smashing Pumpkins e di una generazione intera fatta di felpe con il cappuccio, jeans a vita alta, portatili di nome e non di fatto. 

Se le Spice Girls coloravano il pop ballando su un mondo che voleva uscire allegrotto dalla cupa eredità degli anni Ottanta, servivano buone dosi di Mellon Collie per tenersi in tasca le malinconie e il mal di vivere corollario di ogni tarda adolescenza che si rispetti.

È il 23 ottobre del 1995, gli Smashing Pumpkins buttano sul tavolo un disco doppio (triplo in versione vinile): 28 canzoni. Boooom. 

Sulle spalle hanno l’esperienza di Siamese Dream che li ha già proiettati in classifica rubando un pezzetto di cuore alla critica. Trent’anni (e oltre 10 milioni di copie) dopo, Mellon Collie è ancora un disco dirompente e necessario. Perché risponde a una delle domande più difficili. Che suono avevano gli anni Novanta? Il bigino per rispondere è questo disco. Perché? Perché non ha un genere. Li accarezza tutti. Frullatore di suoni e di idee, di luci e ombre con tanta di quella epica che si potrebbe quasi studiare a scuola insieme a Iliade e Odissea. E oggi, nell’era degli streaming e delle canzoni shot, probabilmente la butterebbero nel cestino.

L’idea di William Patrick Corgan, detto Billy, è raccontare la giornata tipo di un ragazzo, Zero. La scritta argentata sulla maglietta nera che Corgan indossa nel video di Bullet With Butterfly Wings è già leggenda. Un viaggio dall’alba al tramonto, o volendo viceversa, tanto a quell’età lo spaesamento è parte del gioco. Il giorno e la notte. Un viaggio mani in tasca, cappuccio sulla fronte e cuffie del walkman che grattano nelle orecchie. 

Pessimismo cosmico, romanticismo. Puoi saltare, pogare, piangere, gridare, ma soprattutto perderti in abbracci e baci bellissimi. C’è il martello grunge di Bullet With Butterfly Wings, la magia orchestrale di Tonight Tonight, con la Chicago Symphony Orchestra, e una sezione di 30 archi. C’è la poesia con cui addormentarsi di Thirty-Three e tutto lo spirito del decennio allo specchio in 1979, capolavoro eterno che seriamente rischiò di non entrare nel disco.

A Chicago, Corgan è in stato di grazia. Sta scrivendo quello che lui stesso definisce «il The Wall o il Sgt. Pepper’s della sua generazione». Ambizioso, sofferente e quindi illuminato, dipinge il disco come in un impeto creativo da sembrare lì pronto da sempre. Esce e vola dritto in cima a Billboard. Tra gli scaffali si fa la largo tra «(What's the Story) Morning Glory?» degli Oasis e «Post» di Björk, capolavori indiscussi di quell’anno. Gli Smashing Pumpkins non possono piacere a tutti. Infatti, molti degli artisti di quegli anni li odiano. I Pavement, i Sonic Youth, in generale tutto il grunge più duro e puro. Per molti sono «atteggiati e frignoni». 

E poi c’è un po’ di cronaca nera che rovinerà quel puzzle musicale perfetto. La morte per overdose di eroina di Jonathan Melvoin, tastierista aggregato per il tour, e il licenziamento del batterista che in quella stanza d’albergo quella notte si salvò per miracolo.

Anche la foto di copertina lascia il segno. È ispirata a Raffaello e Jean-Baptiste Greuze. Billy voleva pescare da quell’universo artistico e mandava messaggi via fax a John Craig, un illustratore di Pittsburgh mago del collage in chiave vintage. Grazie a una fotocopiatrice a colori nasce il paesaggio perfetto con quella donna tra le stelle. Erano gli anni in cui i cd si compravano anche per la potenza delle luci di copertina. 

Erano anche gli anni in cui le ragazze si conquistavano con una cassetta. Per le regole della compilation perfetta bisogna tornare ad Alta fedeltà di Nick Hornby, uscito una manciata di mesi prima il 13 aprile 1995. Tutti abbiamo regalato quintali di cassette. Tutti abbiamo pescato a piene mani da Mellon Collie.

9 luglio 2025 ( modifica il 9 luglio 2025 | 16:04)

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