
La protesta dell'orale di maturità
approda anche al liceo Bagatta di Desenzano, nel Bresciano. Come
riportano i quotidiani bresciani, uno studente, Enea, rifiutando
di rispondere all'esame ha compiuto, secondo quanto ha riferito,
"un atto di dissidenza verso il governo 'di estrema destra' e
verso il sistema scolastico".
Il giovane liceale, attivista nel Fronte della Gioventù
Comunista, ha raccontato la propria esperienza a Radio Onda
d'Urto, l'emittente antagonista bresciana . "I due scritti sono
stati l'origine del mio gesto — dice Enea —. Il voto della prima
prova ho ritenuto che non fosse rappresentativo del mio percorso
scolastico degli ultimi cinque anni. La seconda prova era in
linea con quello che ho sempre fatto, anche se, potranno
testimoniarlo tutti i miei compagni di scienze umane, la traccia
era particolarmente difficile". Il giovane afferma di aver
scelto di non sostenere l'orale il giorno 24 giugno "ben prima
che diventasse un caso mediatico" e sottolinea che il proprio
atto di dissidenza non sia da "imputare al lavoro della
commissione" bensì al sistema scolastico nel suo complesso.
Tra gli aspetti per cui il maturando vede maggiori criticità
vi è l'alternanza scuola-lavoro poiché "serve per togliere
spazio alla crescita personale e rendere gli studenti dei
lavoratori ubbidienti". I responsabili di questa situazione non
sono interamente ascrivibili all'attuale squadra di governo.
«Non do tutte le responsabilità a questo governo di estrema
destra, la riforma Valditara è in linea con la riforma della
Buona Scuola di Renzi quindi la responsabilità ricade su tutto
lo spettro politico parlamentare" , ha raccontato.
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