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Diciassette, lunghi, anni "per avere giustizia" e "far emergere la verità": con la conferma della Cassazione della condanne per Mauro Moretti e altri 11 imputati, i familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009 accolgono il verdetto che aspettavano da tempo e ora proveranno a mettere un punto al loro dolore. A partire da lunedì, quando ci saranno le iniziative per il diciassettesimo anniversario della strage: un corteo arriverà alla Casina dei Ricordi, dedicata alle 32 vittime, e poi ci sarà la lettura dei nomi accompagnati dai rintocchi di campana, uno per ciascuno, allo stesso orario dell'incidente. Il giorno dopo, invece, al Beach Stadium di Viareggio ci sarà un concerto organizzato da 'Il Mondo che Vorrei', la onlus che tiene insieme i familiari delle vittime.

"Quello che abbiamo perso non ce lo restituirà mai nessuno - premette uno dei superstiti, Marco Piagentini, che nelle strage perse la moglie Stefania e i due figli, Luca e Lorenzo - Un grazie agli avvocati, alla procura, alla città di Viareggio e alle istituzioni". "Ci sono volute nove sentenze e tanti chilometri per aver giustizia" dice, ricordando poi "la giornalista e amica Donatella Francesconi a un anno della scomparsa. Mi dispiace che non abbia potuto vedere quel che è successo, per l'impegno che ci ha messo e per il grande aiuto che ci ha dato". Venerdì sera, subito dopo la sentenza, l'attuale presidente de 'Il Mondo che vorrei' Daniela Rombi si è detta "felice". Anche se subito dopo ha aggiunto: "spero che l'ingegner Moretti stia in carcere anche solo una settimana, perché è risultato colpevole nei sette giudizi. Ma mia figlia Emanuela purtroppo non c'è più". E dunque "non dobbiamo festeggiare nulla", ha aggiunto replicando alle parole dell'avvocata Ambra Giovene difensore di Moretti.

Quelle dei familiari sono state costanti presenze a ogni udienza di ogni processo, in ogni grado, fino all'ultimo. Per l'avvocato Gabriele Dalle Luche, con la decisione della Cassazione, si "chiude una vicenda durata davvero 17 anni dal punto di vista giudiziario". L'avvocato Tiziano Nicoletti, anche lui parte civile, sostiene che "quello che abbiamo studiato e imparato dobbiamo metterlo a disposizione in modo che non accada un'altra strage di Viareggio".

Riccardo Antonini, il ferroviere licenziato da Fs, critica "le dichiarazioni dell'avvocato di Moretti", che si è detta indignata dalla sentenza: "sono incommentabili". Piuttosto il ferroviere fa osservare che "a Viareggio si è sviluppata la partecipazione di un popolo. Sin dalle prime ore furono rivendicate e pretese verità, giustizia e sicurezza. In questi anni, sono stati strappati e conseguiti concreti risultati attraverso l'ottimismo della volontà e della ragione".