
"Essere accusato di essere coinvolto nell'omicidio di Chiara, essere accusato addirittura di essere un autore è la cosa che più difficilmente mi andrà via. Se nessuno mette un freno, se nessuno toglie alle persone l'illusione che una determinata pista o ricostruzione non esiste, ci sarà sempre qualcuno che si inventerà la qualunque". E' un passaggio dell'intervista al fratello di Chiara Poggi, Marco, in onda questa sera a 'Quarto Grado', condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero su Retequattro. "Ho sempre pensato che chi indagava potesse benissimo smorzare alcune piste, non solo la mia, ma anche tutte le altre su cui si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara", aggiunge il fratello della ragazza uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto di 19 anni fa. Il suo auspicio è quello di "arrivare a una fine un po' di tutto. Adesso le indagini sono finite, penso che tutto il fango che abbiamo subito non ci scivolerà mai addosso. Però credo che ora si possa interrompere".
"Si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara". Lo ha detto Marco Poggi, fratello di Chiara, che per la prima volta dopo 19 anni dall'omicidio di Garlasco ha parlato in un'intervista a Quarto Grado che andrà in onda stasera.
In un'anticipazione del programma sui social sono riportati alcuni passaggi in cui Marco Poggi dice: "Mi son sempre creato una bolla ... si è detto di tutto in quest'anno, si è detto di tutto .... si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara .... essere accusato di essere coinvolto nell'omicidio di Chiara .... chi indagava poteva benissimo smorzare alcune piste". E ancora: "Le cose che mi hanno ferito di più alla fine sono quelle che riguardano Chiara e il voler rovinare un po' il suo ricordo".
Negli atti della chiusura della nuova inchiesta dei pm di Pavia sul caso Garlasco, che vede come indagato Andrea Sempio, amico storico del fratello della vittima, al posto di Alberto Stasi, condannato definitivo, inquirenti e investigatori, che hanno ascoltato per tre volte Marco Poggi nel giro di poco più di un anno, lo hanno, in sostanza, accusato di aver avuto un atteggiamento ostile nei confronti della nuova indagine, di aver modificato alcuni punti delle sue versioni rispetto a quelle del 2007 e di aver difeso a oltranza il commesso e amico dell'adolescenza. Il fratello di Chiara anche nell'ultima testimonianza del 6 maggio scorso ha ribadito che non può essere stato il suo amico a uccidere la sorella, che i due non avevano mai avuto rapporti, spiegando anche di non aver mai visto con Andrea video intimi della sorella e Stasi. Visione dei video che, per la Procura di Pavia e per i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, sarebbe, invece, il movente del delitto perché avrebbe scatenato l'ossessione di Sempio nei confronti della 26enne.