
Si avvicina sempre di più l'istanza di revisione del processo Garlasco . Con l'uscita da Bollate di Alberto Stasi è verosimile che si possa a breve compiere questo passo per rivedere complessivamente la posizione del giovane sul quale comunque continua a pesare una condanna a 16 anni , dei quali oltre dieci trascorsi in carcere . In passato già era stata esplorata questa possibilità per due volte ma non era andata a buon fine.
L'affidamento in prova ai servizi sociali per Stasi è del tutto slegato dal procedimento di revisione del processo. Dopo che i legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis avranno depositato l'istanza, partirà quel procedimento davanti alla Corte d'Appello di Brescia , in attesa anche delle mosse della Procura generale milanese , con la procuratrice Francesca Nanni e l'avvocato generale Lucilla Tontodonati, a cui i pm pavesi hanno sollecitato la richiesta di revisione. "La revisione verrà presentata quando la difesa sarà pronta. È un lavoro lungo, un lavoro tecnico che richiede grande attenzione e va fatto bene", ha detto l'avvocata Giada Bocellari in un video a La7. "Ora siamo in grado di lavorare con più serenità perché Alberto Stasi è a tutti gli effetti un uomo che può riprendere in maniera sostanzialmente normale la propria vita", ha aggiunto.
La revisione del processo è un mezzo di impugnazione straordinario previsto dal codice di procedura penale italiano. Consente di rivedere una sentenza di condanna definitiva in presenza di specifici e tassativi elementi che ne dimostrino l'ingiustizia. Una possibilità prevista "in ogni tempo", come dice la legge. Ed è proprio la revisione del processo a Stasi la direzione già imboccata da qualche settimana dai pm di Pavia che hanno inviato alla procura generale milanese gli esiti dell'indagine riaperta l'anno scorso e nella quale il principale indagato è Andrea Sempio , l'amico del fratello di Chiara Poggi.
La nuova inchiesta ipotizza infatti una scena del crimine dalla quale Stasi sarebbe escluso e sulla quale invece è collocato Sempio. La strada indicata comunque è tutt'altro che semplice ed è stata già percorsa per ben due volte, senza esito, dalla difesa di Stasi. Il 41enne, che al momento resta comunque l'unico condannato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, si è visto rigettare dalla magistratura bresciana nel 2017 e nel 2020 la richiesta proposta dai suoi difensori di turno .
"L'anomalia del processo di Stasi - ha commentato ieri il ministro della Giustizia Carlo Nordio - dipende dal fatto che una persona che sia stata assolta per due volte da una Corte d'Assise e da una Corte d'Appello, è molto discutibile che poi alla fine possa essere condannata senza rifare ex novo il processo, ma con un semplice supplemento di istruttoria".