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TV CALCIO


Maria Sofia Di Russo abita al quarto piano della scala M, nel lotto numero 8 di via Rio Fresco, in un complesso di case popolari Ater a Formia, in provincia di Latina. Il suo è un appartamento piccolo, composto da salone, cucina, bagno e due stanze, che aveva condiviso per anni con il marito, prima che quest'ultimo venisse a mancare. E' attraverso il coniuge che aveva conosciuto la nipote di lui, Valentina D'Acunto, madre delle sorelline scomparse a Civitella Alfedena e ritrovate domenica sera proprio nell'abitazione dell'anziana. "Qui le ha portate il nonno - racconta la donna, appoggiata alla porta della casa dove poche ore prima hanno fatto irruzione i carabinieri -. Sono stata contatta appositamente per questo, e ho solo eseguito un ordine: la mamma e il nonno mi hanno detto di non farle uscire di casa".

La donna risulta adesso indagata, ma racconta di averle ospitate per il loro bene: "Ho capito che le stavano cercando, non sono scema: ne parlava la televisione". Malgrado ciò, le ha tenute nascoste cucinandogli da mangiare e prendendosene cura. "Il cibo lo portavano loro, io non ho speso neanche 5 lire - assicura -. Hanno riempito una camera di spesa, con alimenti per due o tre mesi. Le ragazze stavano qui e seguivano i telegiornali dalla mattina alla sera". Tant'è che chi abita vicino assicura che nessuno le avesse mai viste in giro. "Non avremmo mai pensato che fossero in zona. Ci conosciamo tutti, e non sospettavamo nulla. Le avranno spostate di notte, quando la gente dorme, mentre la spesa gliela portavano direttamente fuori la porta" spiega un residente del quartiere popolare, uno di quelli dove i bambini giocano ancora per strada: "Neanche loro si sono mai accorti di nulla, e non hanno mai visto le ragazze".

Nella loro camera c'era un letto matrimoniale, sulle coperte maglioni, magliette, fazzoletti e foulard, borsette. Su una parete, due poster: quelli di un Cristo e di una Madonna. Nelle ore successive al ritrovamento, i carabinieri sono tornati sul posto, salendo nelle scale I, M ed L, dove vive una persona che ha lo stesso cognome della madre delle ragazze, nella quale sono rimasti più a lungo. "Quando sono venute a prenderle l'ultima cosa che ho detto a Sarah, che mi guardava, è stato 'mi dispiace'" racconta ancora l'anziana che le ospitava: "loro non volevano andare in nessuna struttura se non dalla madre". Le sorelle, invece, sono state trasferite adesso fuori dalla provincia, accompagnate dal sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, loro tutore legale.