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Due persone, un uomo di 86 anni e una donna di 74 anni ricoverati al Policlinico San Martino di Genova (l'uomo da due giorni, la donna oggi) sono morti a causa dell'ondata di calore che sta interessando la città in questi giorni. Lo rende noto la Asl 3. L'uomo era stato ricoverato due giorni fa con la febbre altissima, fino a 42° e un forte stato di disidratazione. Era stato ricoverato in condizioni critiche ed è deceduto oggi. La donna è stata ricoverata stamani già in arresto cardiaco, con 43° di febbre e gravemente ipertermica. E' morta senza riprendersi.

In questi giorni di fine giugno una eccezionale cupola di calore ha stretto l'Europa in una morsa di caldo, spingendo le temperature a livelli record per il periodo. Nei prossimi giorni è atteso un cambiamento con l'arrivo di temporali frequenti che riporteranno le temperature su valori in linea con il periodo. A causa dell'enorme energia termica accumulata potrebbero verificarsi intense grandinate . Lo prevede l'analisi del meteorologo Mattia Gussoni de ilMeteo.it

Anche lunedì 29 e martedì 30 giugno dovremo fare i conti con un caldo intenso e a tratti molto afoso su buona parte dell'Italia, con temperature che supereranno i 36-37°C al Centro-Nord. Già dal pomeriggio di lunedì i temporali si faranno più frequenti sulle Alpi, con locali sconfinamenti verso le vicine pianure di Piemonte e Lombardia.

La svolta è prevista da mercoledì 1 luglio , quando un fronte perturbato in discesa dal Nord Europa investirà l'Italia. Lo scontro tra queste correnti fresche e instabili in quota e l'aria caldo-umida accumulata sul bacino del Mediterraneo potrebbe accendere la miccia per la formazione di celle temporalesche particolarmente violente. Il rischio concreto è quello di fenomeni estremi come forti grandinate e downburst ovvero violente raffiche di vento lineari in uscita dal temporale. Le regioni maggiormente esposte a questa forte ondata di maltempo saranno prima quelle del Nord e poi parte del Centro-Sud. Dopo questa rapida, ma intensa fase temporalesca, l’anticiclone subtropicale africano tornerà con sole e caldo su tutta la penisola.

Intanto continuano ad aumentare le città contrassegnate dal bollino rosso: oggi le città 'rosse' salgono a 22, mentre domani 30 giugno e mercoledì 1 luglio il bollino rosso contrassegnerà 25 città italiane dal nord al sud. Lo rileva l'ultimo bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, che monitora 27 città italiane.

Le città col bollino rosso oggi sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo. Con bollino arancione sono Cagliari, Catania e Trieste. Le città più fresche, con bollino giallo, sono Reggio Calabria e Messina.

Il 30 giugno e l'1 luglio i bollini rossi aumentano da 22 a 25: in rosso, infatti, passano anche Cagliari, Catania e Trieste. La città di Messina rimane la più fresca: conserva il bollino giallo anche domani e l'1 luglio. Reggio Calabria, invece, il 30 giugno e l'1 luglio passa al bollino arancione.

Si allunga ancora la fase di massima allerta per il caldo a Firenze . Il nuovo bollettino del ministero della Salute estende il codice rosso anche a mercoledì 1 luglio. Se le previsioni saranno confermate, spiega il Comune, la città arriverà a dodici giorni consecutivi con il livello massimo di allerta per gli effetti delle alte temperature sulla salute .

Secondo i calcoli dell'Afp, si prevede che almeno 130 milioni di persone in Europa - concentrate nelle aree centrali e orientali del continente - sperimenteranno temperature superiori ai 35°C nel corso della giornata; si tratta di un dato in calo rispetto agli oltre 190 milioni registrati domenica. Complessivamente, le temperature massime dovrebbero superare i 30°C per oltre 269 milioni di persone in Europa (esclusa la Turchia), a fronte degli oltre 380 milioni del giorno precedente. L'analisi si basa sulle previsioni del servizio meteorologico tedesco e sulle proiezioni demografiche per il 2025 elaborate dal Centro comune di ricerca.