
Due chilometri e mezzo. Questa la distanza tra la scuola e casa sua. Un tragitto che un bambino di 11 anni di Torre Pellice, nel Torinese, ha dovuto percorrere a piedi perché l'autista dell'autobus che solitamente lo accompagnava da Luserna San Giovanni, dove frequenta la prima media, non l'ha fatto salire sul mezzo. Il motivo? Aveva dimenticato l'abbonamento.
Sono le 14 quando, al termine delle lezioni, si avvicina al bus 901 della linea Pinerolo-Bobbio Pellice, gestita da Arriva, e confessa all'autista di non avere con sé l'abbonamento. A questo punto l'uomo, secondo il racconto dello studente, gli avrebbe detto: "Senza biglietto non puoi salire". "Ma non mi riconosce? Mi ha già visto altre volte", ha replicato il ragazzino. Poi le porte del bus si sono chiuse e l'undicenne, che non aveva credito sul cellulare, con lo zaino sulle spalle non ha potuto fare altro che incamminarsi verso casa. A salvarlo è stata una telefonata della madre che, non potendo lasciare il lavoro, ha avvisato il nonno di andare in suo soccorso. Una vicenda che ricorda quanto accaduto lo scorso febbraio nel Vicentino, quando un 15enne con disabilità fu fatto scendere dal bus perché anche lui aveva dimenticato l'abbonamento.
Poche settimane prima un 11enne fu lasciato a piedi a Belluno, per 6 chilometri, in mezzo alla neve. Per la società di trasporti Arriva "sono tuttora in corso approfondite verifiche interne per accertare quanto accaduto, al termine delle quali verranno valutate tutte le azioni che eventualmente dovessero rendersi necessarie da parte dell'azienda". "In attesa di chiarire i fatti, specifichiamo che le disposizioni aziendali al personale viaggiante sono, in casi eccezionali, di non lasciare a terra minorenni, anche se sprovvisti di regolare titolo di viaggio", spiegano. La preside della scuola, invece, afferma che verranno fatte delle valutazioni con il Comune.
"Siamo comunque a disposizione per elaborare un protocollo con l'azienda di trasporti affinché questi casi non si ripetano". Per Assoutenti c'è la necessità che "venga introdotta una procedura nazionale uniforme" che "preveda l'obbligo di accoglienza e copertura del servizio quando un minore segnala una difficoltà, evitando che situazioni simili possano ripetersi". Sulla vicenda infine ha chiesto approfondimenti il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. "Se i fatti fossero confermati, il minorenne e la sua famiglia meriterebbero scuse inequivocabili", fanno sapere dal ministero, che aggiunge: "Va ribadita la necessità di usare sempre il buonsenso, a maggior ragione nei confronti di chi può aver avuto una dimenticanza in totale buona fede. Purtroppo le cronache quotidiane evidenziano che i problemi rilevati sui mezzi pubblici, con passeggeri e operatori messi in difficoltà o addirittura aggrediti, sono ben altri".