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Ultimi preparativi a Villa Valguarnera, a Bagheria, dove stasera la cantante Dua Lipa e il marito Callum Turner festeggeranno insieme ad oltre 200 invitati le proprie nozze. Tra i possibili ospiti della serata inizia a circolare anche il nome di Madonna. La superstar di origini italiane ha aperto ieri a sorpresa il Gay Pride di New York e sarebbe poi partita verso la Sicilia dopo il concerto. Madonna potrebbe arrivare in elicottero direttamente all'interno della villa, il cui parco permetterebbe l'atterraggio.

Continua il via vai di furgoni, autobotti e minivan con vetri oscurati attraverso il cancello di Villa Valguarnera. Arrivati anche centinaia di giovani del territorio, tutti uomini, reclutati come camerieri e personale di sala per la festa. A tutto il personale impiegato è stato chiesto di lasciare il cellulare all'ingresso presso un gazebo allestito per l'occasione, una misura adottata per evitare la diffusione di immagini e informazioni sui festeggiamenti, che si svolgeranno lontano da telecamere e curiosi. Agli invitati, il cui arrivo è previsto a partire dal tardo pomeriggio, verranno invece oscurate le fotocamere degli smartphone con appositi bollini neri.

C'è una coda polemica all'indomani della festa a Palermo per le nozze di Dua Lipa, dopo alcuni articoli pubblicati sulla stampa britannica che accostano i luoghi delle celebrazioni alla mafia. Per protestare è intervenuto anche il presidente della regione Renato Schifani. "L'ex covo della mafia siciliana ospiterà il matrimonio da favola dell'anno. Dua Lipa e Callum Turner si preparano a prendere possesso di un'ex roccaforte di Casa Nostra per tre giorni di festeggiamenti", ha scritto il Telegraph, in riferimento a Bagheria, dove oggi è previsto il ricevimento della coppia a Villa Valguarnera. Il giornale nell'articolo originario aveva scritto il "covo della mafia", per poi correggerlo con "ex" successivamente. Gli ha fatto eco il tabloid Sun: "Sole, mare e sopranos, il passato brutale dell'isola amato dalle star". "Prendo atto che il Telegraph ha modificato il titolo del proprio articolo sulle nozze di Dua Lipa, sostituendo l'inaccettabile riferimento al "covo della mafia" con l'espressione "ex covo della mafia". Si tratta di una correzione doverosa, che conferma come le critiche mosse dalla Sicilia fossero fondate", ha detto Schifani, aggiungendo che "tuttavia, questa modifica non basta, il danno d'immagine arrecato alla Sicilia e ai siciliani è stato enorme, perché ancora una volta la nostra terra è stata associata a uno stereotipo che non la rappresenta e che ignora decenni di sacrifici, di lotta alla criminalità organizzata e di riscatto civile, culturale ed economico". Il Sun apre il sito scrivendo "il passato brutale dell'isola dei matrimoni "mafia chic" amata dalle star Dua Lipa e Charli Xcx", aggiungendo che "sullo sfondo della splendida isola italiana si cela un passato oscuro guidato da Cosa Nostra, che ha governato la Sicilia con il pugno di ferro per 150 anni". Con tanto di foto che immortalano alcuni dei momenti più significativi e drammatici della recente storia della mafia, dalla strage di Capaci all'arresto di Giovanni Brusca. Il Telegraph, in un articolo che racconta la prima giornata di festeggiamenti, proiettandosi sulla festa che si terrà oggi a Bagheria, tra le altre cose descrive la località come "parte del triangolo della morte, dove i mafiosi torturavano e uccidevano i loro rivali in una fabbrica di chiodi abbandonata, per poi sciogliere i corpi nell'acido. E si cita Bernardo Provenzano, anche con foto. Anche se nello stesso articolo si sottolinea "che dopo decenni di spargimenti di sangue le autorità hanno intensificato la lotta contro la criminalità organizzata", e la stessa Bagheria "è diventata famosa per ospitare matrimoni sfarzosi e come location cinematografica ed anche il turismo è in piena espansione". In ogni caso, questi articoli che hanno fatto riferimento all'ombra della mafia hanno scatenato un'ondata di polemiche, a partire dai social, ma anche la Regione Sicilia ha espresso una netta condanna. "Le nozze di Dua Lipa - aggiunge Schifani - hanno acceso i riflettori internazionali sulle bellezze e sulle eccellenze della Sicilia. È quindi ancora più grave che una testata prestigiosa abbia scelto di richiamare un cliché che mortifica un intero popolo. Per questo ritengo che la semplice correzione del titolo non sia sufficiente. Mi aspetto dal Telegraph delle scuse ufficiali alla Sicilia e ai siciliani. Il rispetto per la verità dei fatti e per la dignità di una comunità non può essere considerato un dettaglio editoriale".

"La correzione apportata dal Telegraph è un atto dovuto, ma non può certamente cancellare il danno arrecato all'immagine di Palermo e della Sicilia. Ancora una volta assistiamo al ricorso a uno stereotipo tanto abusato quanto ingiusto, che riduce una terra complessa, moderna e dinamica a una narrazione semplicistica e offensiva". Lo afferma in una nota il sindaco di Palermo Roberto Lagalla sullo sfondo delle polemiche per un articolo del quotidiano britannico che accosta alla mafia i luoghi delle celebrazioni per le nozze di Dua Lipa. Lagalla sottolinea che "Palermo ha compiuto un lungo, difficile e spesso doloroso percorso di riscatto. È una città che ha pagato un prezzo altissimo nella lotta alla mafia" e "da decenni la comunità palermitana lavora per affermare una cultura della legalità, dell'inclusione e dello sviluppo, costruendo un modello che oggi viene riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo". Per questo, prosegue il sindaco, "appare surreale che nel 2026 si debba ancora combattere contro cliché che appartengono più all'immaginario di chi li utilizza che alla realtà dei fatti". Lagalla aggiunge che "fortunatamente esistono persone che preferiscono conoscere i luoghi prima di giudicarli. Dua Lipa è una di queste. Dopo aver visitato Palermo e la Sicilia lo scorso anno senza lasciarsi condizionare da pregiudizi o luoghi comuni, ha scelto di tornare. E non da turista qualsiasi: ha deciso addirittura di celebrare qui uno dei momenti più importanti della propria vita. È forse la risposta più eloquente a chi continua a raccontare una città che esiste ormai soltanto nei vecchi stereotipi e non nella realtà".