
La sostituta pg di Milano Valeria Marino ha chiesto al Tribunale di Sorveglianza, in una breve udienza, di prendere atto, in sostanza, della grazia concessa dal presidente della Repubblica a Nicole Minetti lo scorso febbraio, che ha sospeso la pena di 3 anni e 11 mesi per il caso Ruby bis e per la vicenda delle "spese allegre" al Pirellone. I giudici si sono riservati e decideranno entro cinque giorni. La richiesta della Procura generale milanese, in sostanza, è quella di chiudere il caso dell'esecuzione pena, perché la grazia ovviamente ha sospeso la stessa pena. Resta ora il passaggio formale e procedurale, che arriverà con la decisione dei giudici.
Nel provvedimento della Sorveglianza (presidente Marcello Bortolato e altra giudice togata Paola Braggion), in poche righe, i giudici prendono atto dell'intervenuto provvedimento di grazia, che sospende la pena (la estingue se nei 5 anni successivi la persona non commetterà reati). E tecnicamente hanno decretato "il non luogo a deliberare" sull'istanza di affidamento in prova con cui Minetti voleva scontare la pena. Richiesta che era arrivata, però, prima che venisse concessa la grazia lo scorso 18 febbraio, dopo la domanda presentata dai legali Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi per conto dell'ex igienista dentale. Anche la sostituta pg Valeria Marino nell'udienza di oggi pomeriggio, di pochi minuti e solo formale, aveva chiesto ai giudici di prendere atto, in sostanza, della grazia concessa dal presidente della Repubblica. E così è stato con la decisione arrivata in poche ore.