
Nello scontro tra Regione Sardegna e Governo sul resort extra lusso a Cala Finanza, spiaggia e cala tra le più suggestive della Gallura, davanti all'area marina protetta di Tavolara Punta Coda cavallo, irrompe con un colpo di scena il sindaco di Loiri Porto San Paolo, il comune di competenza territoriale. Con un annuncio a sorpresa durante il consiglio comunale di ieri, Francesco Lai ha annunciato la revoca della delibera numero 50 del novembre 2025, con la quale era stata riclassificato l'area di Cala Finanza da zona H2 a F2, una variante urbanistica indispensabile per la realizzazione del progetto della società sardo brasiliana Tavolara Bay.
Il prossimo martedì 30 giugno la giunta e i consiglieri saranno così chiamati ad emettere in aula un nuovo provvedimento di annullamento della delibera in autotutela. A portare il primo cittadino a questa decisone sono stati alcuni interventi non autorizzati nell'area di Cala Finanza e riscontrati dagli uffici tecnici comunali. In particolare la realizzazione di strutture amovibili per il glamping, intorno a Villa Joy, che saranno oggetto di ordinanza di demolizione.
Sull'affare immobiliare che sta scatenando le proteste degli ambientalisti e l'opposizione della Regione, ha acceso il faro anche la Procura di Tempio Pausania ipotizzando nel fascicolo che è stato aperto, reati amministrativi, societari e ambientali dopo denunce su speculazioni e irregolarità. La notizia della marcia indietro del comune, arriva dopo un altro colpo di scena: le dimissioni dell'assessore comunale al Turismo, Sport e Spettacolo, Riccardo Biancu, fratello di Alberto Biancu, amministratore delegato di Tavolara Bay srl. Nel farsi da parte per ragioni di trasparenza, Biancu ha spiegato in consiglio: "Le mie deleghe hanno riguardato esclusivamente il settore turistico. Non ho mai partecipato, né direttamente né indirettamente, a decisioni inerenti al progetto in questione".
Il piano complessivo previsto tra Cala Finanza e Punta La Greca, davanti all'isola di Tavolara, prevede un progetto immobiliare che comprende un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville tipologie da 500 e da 200 metri quadri, ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf. Il Governo ha avviato la procedura Zes per l'area interessata, alla quale la Regione sarda si è opposta sia in conferenza di servizi che presentando un ricorso al Tar in cui si chiede l'annullamento dell'autorizzazione unica Zez numero 74 del 9 febbraio 2026 in favore della Tavolara Bay srl. L'udienza cautelare si svolgerà il prossimo 8 luglio.
"La Sardegna - ribadisce oggi l'assessore dell'Urbanistica Francesco Spanedda - ha competenza primaria e non può accettare che il Governo scavalchi la pianificazione regionale e locale. Le varianti si possono fare, ma seguendo le regole previste dalla legge e senza corsie preferenziali. Per questo la Regione ricorrerà alla Corte costituzionale". "Quello che la Sardegna proprio non può permettersi - avverte Marta Battaglia, presidente di Legambiente - è che iniziative puntuali come quella di Cala Finanza facilitino la riproposizione generale di una industria turistica 'estrattiva', appartenente al passato, che occupa le aree vista mare e volta le spalle a tutto il resto. Vigileremo perché nessuna deroga e nessuna scorciatoia possano metterla in discussione".