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Alberto Stasi era presente in aula, nell'udienza di oggi pomeriggio davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano che si è tenuta in gran segreto, e ha risposto, come sempre accade in questi casi, alle domande dei magistrati che di solito vertono sulla vita in carcere, sul lavoro e sui comportamenti dietro le sbarre. A lui, in particolare, sono state poste pochissime domande, da quanto si è saputo, e l'udienza è durata circa mezz'ora. La sostituta pg Valeria Marino ha dato il suo parere favorevole all'affidamento in prova ai servizi sociali, sottolineando la buona condotta, le relazioni positive del carcere e in particolare dell'area educativa, ma anche il comportamento tenuto dal condannato dopo un'intervista televisiva, per la quale la Procura generale milanese aveva chiesto di annullare con rinvio il provvedimento con cui Stasi aveva ottenuto la semilibertà nell'aprile 2025. La Cassazione, però, l'aveva confermata. La pg oggi ha messo in luce anche il fatto che l'ex bocconiano e contabile era presente in aula, pronto al confronto e con atteggiamento pacato. Non ha fatto più interviste dopo quell'ultima e, sempre secondo il parere positivo della Procura generale, ha accettato la condanna, anche se ovviamente può continuare a proclamarsi innocente. E sta risarcendo i familiari di Chiara Poggi. L'udienza di oggi, con parere positivo della Pg per l'affidamento, come è stato riferito, si inserisce in un percorso naturale per i detenuti a fine pena (a lui restano da scontare circa due anni). Potrà continuare a lavorare dove già lavora, ossia come contabile in uno studio in centro a Milano. Di solito in questi casi, è stato chiarito, al lavoro si affianca anche un percorso di volontariato. Nel provvedimento, che sarà depositato entro cinque giorni, il Tribunale indicherà le prescrizioni, come l'orario di rientro, il fatto che non potrà lasciare l'Italia, né semmai anche rilasciare interviste. Tecnicamente non sarà libero, anche se non dovrà più rientrare in carcere la sera, come accadeva con la semilibertà. Finirà di scontare la pena in affidamento, misura alternativa al carcere che può essere revocata se non si rispettano indicazioni e prescrizioni.