
Una strage di alpinisti sui Quattromila delle Alpi, con sette morti in 24 ore. Incoraggiato dalle condizioni meteorologiche ormai estive, l'assalto alle vette più iconiche del versante Nord-occidentale ha prodotto tra venerdì e sabato una serie di gravi incidenti mortali su Gran Paradiso, Cervino e Monte Bianco, mettendo a dura prova il collaudato sistema di soccorso in montagna.
La sciagura più pesante si è verificata venerdì poco sotto i 4.061 metri della vetta del Gran Paradiso, in Valle d'Aosta, dove sono morti tre alpinisti trentini, precipitati per 400 metri dalla parete Nord. Si tratta di Sergio Martinelli, economista e data analyst 29enne di Trento, Maicol Zenatti, 39 anni, informatico di Brentonico, vicino a Rovereto, e Antonio Sardano, 49enne, figura storica di Trentino Emergenza, la struttura provinciale di interventi di soccorso sanitario. ""Li abbiamo trovati alla base della parete e quindi si presuppone che la causa sia stata una scivolata di uno dei componenti che ha trascinato anche gli altri", racconta Paolo Comune, guida alpina e direttore del soccorso alpino valdostano, che ha recuperato i corpi.
L'incidente si è verificato presumibilmente intorno a mezzogiorno, ma "purtroppo nessuno vi ha assistito e quindi è stato dato l'allarme solo in serata, quando i famigliari si sono preoccupati", aggiunge Comune. Sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso le indagini dei finanzieri del Sagf di Entrèves.
Le condizioni generali della montagna sono buone, salvo l'ormai ricorrente anomalia climatica: "Bisogna tener conto che siamo un po' in avanti con la stagione, - avverte ancora il direttore del soccorso alpino valdostano - a causa dell'innevamento abbastanza scarso, quindi se vogliamo programmare gite, dobbiamo calcolare che è come se fossimo verso metà-fine luglio". Ciò spiega solo in parte l'ecatombe di questo fine settimana: sabato mattina a due alpinisti stranieri è stata fatale una scarica di sassi, mentre stavano salendo sul Mont Maudit (4.465 metri), nel territorio francese del massiccio del Monte Bianco. A distanza di qualche ora, sempre in zona, lungo l'itinerario alpinistico classico dello sperone della Brenva (4.410 metri), è deceduto un francese. Con lui c'era una donna rimasta illesa, che è stata recuperata in elicottero sulla cresta. Quasi in contemporanea, sul Cervino (4.478 metri) un altro dramma: uno scalatore francese è improvvisamente precipitato per cause ancora da accertare, mentre si trovava sul Pic Tyndall, lungo la via normale italiana. Il suo compagno di salita, che era rimasto nel rifugio Capanna Carrel perché stanco, ha assistito alla caduta, assieme a una guida alpina che ha dato l'allarme