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Guerriglia in Valle di Susa dove i cantieri dell'Alta Velocità sono stati presi d'assalto da centinaia di antagonisti incappucciati, che hanno utilizzato anche molotov negli attacchi. Una cinquantina i feriti tra le forze dell'ordine e camionette date alle fiamme: questo il primo bilancio di una vera e propria battaglia.

"Oggi abbiamo assistito alle ennesime scene di violenza contro le Forze dell'ordine, dopo quelle registrate nei giorni scorsi. È la conferma di una volontà, da parte di qualcuno, di dare luogo ad un'escalation che richiede la massima attenzione". Lo dichiara il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi . Per il ministro "serve una presa di posizione unitaria, netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni. Isolare chi alimenta la violenza deve essere un dovere condiviso, al di là di ogni appartenenza - dice -. Diversamente, questi delinquenti si convinceranno di poter fruire di compiacimento e condivisione della loro violenza eversiva".

"Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato", ha scritto la premier Giorgia Melon i sui social, aggiungendo che "la violenza non piegherà lo Stato: chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo".

" Il Presidente della Repubblica ha chiamato il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti delle Forze dell'Ordine la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale. Il Presidente della Repubblica ha fatto pervenire la sua vicinanza agli agenti feriti". E' quanto si apprende dal Quirinale.

I cantieri di San Didero, e soprattutto di Chiomonte, sono stati assaltati da centinaia di antagonisti appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, eredi dei Black Bloc che un decennio fa furono protagonisti di guerriglie urbane in diverse città, tra cui Genova durante il G8 del 2001. Italiani e stranieri, numerosi i francesi ma anche spagnoli e tedeschi, hanno approfittato della manifestazione No Tav, ribattezzata dagli organizzatori "marcia verso i cantieri della devastazione", partita da Venaus e che, secondo il movimento, ha visto la partecipazione di ventimila persone.

Tra queste gli appartenenti all'ala più oltranzista, che hanno lanciato bombe carta, razzi, pietre e, come non accadeva da tempo, numerose bottiglie incendiarie contro le forze dell'ordine schierate a protezione dei cantieri. Gli scontri più duri si sono registrati a Chiomonte, dove gli incappucciati sono riusciti a entrare nell'area del cantiere e hanno dato fuoco ad almeno due camionette dei carabinieri. Dopo la partenza del corteo No Tav, organizzato a margine della decima edizione del Festival Alta Felicità, gli attivisti si sono divisi in differenti gruppi.

Le prime tensioni, durate una ventina di minuti, si sono viste a San Didero, dove le forze dell'ordine hanno risposto al lancio di bombe carta e pietre con i lacrimogeni, allontanando i manifestanti. Intanto un gruppo più numeroso ha raggiunto, attraverso i sentieri, il cantiere di Chiomonte. Il Blocco Nero ha quindi attaccato su più fronti, apparentemente seguendo una strategia coordinata e un piano prestabilito.

Con il volto coperto da maschere antigas e occhialoni per proteggersi dai lacrimogeni, scudi, caschi e armati di qualsiasi oggetto potesse essere lanciato contro polizia, carabinieri e guardia di finanza, gli antagonisti sono riusciti a penetrare in quello che hanno ribattezzato 'il fortino'. Oltre un'ora di guerriglia, fino a quando le forze dell'ordine sono riuscite a respingerli, costringendoli a ritirarsi attraverso i boschi da cui erano arrivati. Durante la ritirata gli antagonisti si sono spogliati degli abiti neri. In precedenza alcuni di loro, durante l'assalto, avevano aperto gli ombrelli che tenevano con sé per evitare di essere ripresi e identificati dai droni delle forze dell'ordine. Durante gli scontri l'autostrada Torino-Bardonecchia è stata chiusa tra gli svincoli di Susa e Oulx Ovest, in entrambe le direzioni. Anche alcune corse ferroviarie tra Bardonecchia e Salbertrand sono state sospese per la presenza di un gruppo di manifestanti sui binari a Bruzolo, nei pressi del cantiere di San Didero.

Prima della manifestazione le forze dell'ordine avevano sequestrato alla stazione di Bardonecchia fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d'artificio. Alla vigilia della marcia No Tav il prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva imposto limitazioni e divieti per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, mentre il questore Massimo Gambino aveva emesso quattordici provvedimenti tra Daspo urbani e fogli di via da Venaus.

"Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo". Così sui social la premier Giorgia Meloni .

Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini , scrive su X: "Inaccettabile. Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell'ordine e chi indossa una divisa. Piena solidarietà agli agenti".

Interviene Antonio Tajani , vicepremier e segretario di Forza Italia: "È vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell'ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all'economia e ai territori. Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell'assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa". .